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ESCLUSIVA TC - MARIO BRUGNERA: "Col Bologna bisogna pensare solo a vincere. Ho visto segnali di crescita nelle ultime partite. Gli emiliani giocano bene, ma sono in leggero calo; il Cagliari di Ranieri invece verrà fuori alla distanza"
martedì 9 gennaio 2024, 17:40Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - MARIO BRUGNERA: "Col Bologna bisogna pensare solo a vincere. Ho visto segnali di crescita nelle ultime partite. Gli emiliani giocano bene, ma sono in leggero calo; il Cagliari di Ranieri invece verrà fuori alla distanza"

A Cagliari la parola “leggenda” fa rima con Mario Brugnera. Autentica bandiera di lungo corso del club isolano, il fantasista veneziano ha vissuto varie e mutevoli stagioni in maglia rossoblù, conoscendo la gloria immortale dello scudetto così come lo scoramento incredulo della retrocessione tra i cadetti e il grigio purgatorio della serie B.

Da grande leader – e capitano coraggioso – Brugnera ha attraversato con orgoglio e col piglio del condottiero l’epopea dei trionfi e l’autunno del malinconico declino. Fino a giungere alla rinascita, culminata nella primavera del ritorno in serie A e dell’affermazione del Cagliari - a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta - come una delle realtà più brillanti e sorprendenti del panorama calcistico nazionale. Memorabili in tal senso i due sesti posti consecutivi conquistati, con una banda irriverente di ragazzi terribili e affamati di successo, tra il 1979 e il 1981.

Mario, domenica all’Unipol Domus arriva il Bologna. Come inquadra la sfida ai felsinei, che a differenza del Cagliari hanno condotto un girone d’andata da applausi e da autentica rivelazione della serie A? Che atteggiamento è lecito aspettarsi dall’undici di Ranieri dopo il “brodino” del pareggio di Lecce?

“Mi aspetto una gara d’attacco. Non si va molto lontano con un punto a partita. Siamo arrivati al giro di boa del campionato: da questo momento in avanti è indispensabile vincere per centrare i propri obiettivi. C’è da dire che il Bologna giocherà stasera in Coppa Italia contro la Fiorentina: speriamo che dia fondo a tutte le sue energie, arrivando magari un po’ meno carico alla sfida di domenica.

Come detto, il Cagliari deve pensare solo a vincere. La squadra c’è, i giocatori ci sono. Ultimamente si sono visti anche dei discreti progressi, e qualche risultato positivo – come l’1-1 di Lecce – è arrivato. Ci sono tutti i presupposti per impostare una partita aggressiva e propositiva, con in mente l’unico obiettivo dei tre punti.”

Il Bologna pratica un calcio corale e organizzato, e funziona come un orologio svizzero. La forza degli emiliani è il collettivo, in linea con la filosofia “giochista” del loro tecnico Thiago Motta. Viceversa, ultimamente il Cagliari si è affidato un po’ troppo ai singoli, preferendo saltare il centrocampo per appoggiarsi alle giocate individuali delle sue bocche da fuoco, spesso innescate con lanci lunghi e con traversoni prevedibili e telefonati.  

“I giocatori di talento in rosa ci sono, ma devono crescere per prendere piena consapevolezza delle loro potenzialità e per migliorarsi tecnicamente. I vari Oristanio, Prati, Viola e via dicendo sono dei bravi calciatori, che devono trovare continuità di rendimento e fiducia nei propri mezzi. Contro il Lecce poi ho visto bene Petagna, che è stato uno dei migliori. Ora spero che ritorni in forma anche Pavoletti: Viola e Oristanio, coi piedi che si ritrovano, sapranno sicuramente mettergli qualche palla buona in area di rigore. Quanto al Bologna, concordo sul fatto che la squadra di Thiago Motta giochi un bel calcio: ha fatto tutto il girone d’andata a mille all’ora. Ora però, dopo una partenza lanciatissima, sembra segnare un po’ il passo: le sue ultime partite non è che siano state molto brillanti. Si tratta di un calo naturale, ma abbastanza evidente. Al contrario, personalmente sono convinto che Ranieri abbia impostato una preparazione finalizzata a far rendere al meglio la squadra nel girone di ritorno. Come un diesel che carbura alla distanza. Spesso il mister cambia l’undici di partenza, sperimentando uomini e assetti diversi. Tanti elementi sono giovani, ma piano piano matureranno. Un po’ come quando io tiravo su i vari Quagliozzi, Piras, Bellini, Marchetti: giorno dopo giorno li vedevo diventare sempre più bravi. Un po’ quello che sta succedendo oggi ai ragazzi del Cagliari, sotto la guida di un maestro come il tecnico romano.”

Mario, che reparto lei puntellerebbe con maggiore priorità nel mercato di gennaio, ormai entrato nel vivo?

“Beh, c’è da dire che in attacco qualche defezione ogni tanto si registra. Luvumbo è partito, Lapadula si è rifatto male, Pavoletti c’è e non c’è. Ma, come dicevo, Petagna ultimamente l’ho visto bene. Torno su quello che, secondo me, è il concetto fondamentale: Ranieri ha previsto un girone di ritorno in crescendo, nel quale i ragazzi entreranno in condizione e andranno sicuramente meglio rispetto a quanto fatto nel girone d’andata. Il resto lo farà l’aspetto mentale: i risultati portano convinzione e autostima, e il morale per una squadra di calcio è tutto. Guardiamo al Napoli di quest’anno: la stessa identica formazione che pochi mesi fa aveva vinto lo scudetto adesso si ritrova ad annaspare a metà classifica, e non sembra vedere la luce alla fine del tunnel.”