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Nazionale, Ranieri punta sui giovani: "Non è tutto da rifare, è tutto da migliorare"

autore
Antonio Pinna
per Tuttocagliari.net
Oggi alle 14:00Ex rossoblù
autore Antonio Pinna
05.11.2026 14:00Ex rossoblù
Claudio Ranieri illustra il progetto per il calcio italiano: attenzione ai bambini, ai giovani dopo la Primavera e incentivi per valorizzare i talenti azzurri.
www.imagephotoagency.it
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Claudio Ranieri ha fatto il punto sul lavoro svolto finora con la Nazionale ai microfoni di Sky Sport, intervistato da Luca Marchetti. L'ex allenatore del Cagliari, oggi impegnato nel progetto azzurro, ha illustrato le priorità individuate per contribuire alla crescita del calcio italiano, concentrandosi soprattutto sulla formazione dei più giovani e sul passaggio dalla Primavera al professionismo:

"È un incarico che mi impegna molto, sotto tanti punti di vista. Mi riempie le giornate, ma è un lavoro che mi rende felice», ha raccontato Ranieri, spiegando di aver individuato fin dall'inizio due direttrici principali: «Il primo riguarda il calcio di base, soprattutto i bambini dai cinque ai tredici anni. Il secondo è il passaggio dalla Primavera al professionismo: tanti ragazzi tra i 18 e i 21 anni non riescono a trovare spazio nelle categorie professionistiche".

Proprio la difficoltà dei giovani calciatori nel trovare una collocazione dopo il campionato Primavera rappresenta uno dei temi sui quali il dirigente vorrebbe intervenire. L'obiettivo è individuare misure capaci di incentivare le società a puntare maggiormente sui talenti italiani.

"È un tema sul quale dobbiamo ancora confrontarci e sviluppare le nostre idee. Credo che in Primavera ci siano ragazzi che ormai hanno un'età importante e che faticano a trovare una collocazione. In Serie C esiste già un sistema di minutaggio che premia economicamente le società che fanno giocare i giovani. Mi piacerebbe provare a introdurre qualcosa di simile anche in Serie B".

Ranieri ha inoltre aperto alla possibilità di un sostegno economico per i club che scelgono di investire sui giovani italiani: "Abbiamo favorito l'arrivo degli stranieri con il Decreto Crescita: perché non pensare a un sostegno anche per i giovani italiani, così da permettere ai club di B e C di farli giocare e aiutarli a crescere? Naturalmente, per riuscirci, serve la collaborazione delle istituzioni e del Governo. Abbiamo organizzato diversi incontri con tutte le componenti: Club Italia, Settore Tecnico, Lega Nazionale Dilettanti e Settore Giovanile e Scolastico. Stiamo portando avanti un progetto pilota che partirà l'11 gennaio e proseguirà fino a giugno. Al termine valuteremo insieme cosa funziona e cosa può essere migliorato, in modo da arrivare preparati alla nuova stagione. L'intenzione è quella di costruire un percorso duraturo, senza limitarsi alla prima fase di sperimentazione: «L'obiettivo è che abbia una prospettiva più ampia. Attraverso questo lavoro potremo arrivare a parlare tutti la stessa lingua".

Nessun metodo Ranieri

Tra i modelli dai quali prendere spunto c'è anche l'esperienza francese di Clairefontaine, conosciuta da Ranieri attraverso il suo collaboratore Christian Damiano: "Ho avuto come collaboratore Christian Damiano, che ha lavorato con Gérard Houllier nel progetto di Clairefontaine. Lì c'era una figura incaricata di formare gli allenatori e trasmettere loro le indicazioni da seguire. Poi andava direttamente nei diversi centri per verificare che il lavoro venisse svolto nel modo previsto. È un modello dal quale possiamo sicuramente prendere qualcosa. Non voglio sentire parlare di metodo Ranieri. Siamo italiani e dobbiamo tornare a valorizzare le cose che sappiamo fare bene. Dobbiamo sederci tutti intorno a un tavolo e trovare un modo per aiutare i bambini. Non possiamo pensare che ogni volta che la Nazionale non ottiene un risultato tutto debba essere rifatto da capo. Non è tutto da rifare, è tutto da migliorare. La cosa più bella per me sarebbe riuscire a vedere sul campo la realizzazione di ciò di cui sto parlando".

per Tuttocagliari.net

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