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MAZZARRI, L’ALCHIMISTA
martedì 21 settembre 2021 00:16Il punto
di Vittorio Sanna
per Tuttocagliari.net

MAZZARRI, L’ALCHIMISTA

Tre o quattro numeri da pronunciare per sentirsi dei professori. Moduli quasi fossero dogmi ai quale sacrificare il talento e le caratteristiche dei calciatori. Il calcio moderno introdotto da Sacchi ha regalato lauree in scienze calcistiche fondate su falsi riscontri. Non è il modulo che vince ma l’interprete di uno schema che si rivela più o meno adatto alle caratteristiche dei calciatori.

Una forma di sub cultura che esiste soprattutto nel calcio e che limita notevolmente l’evoluzione dell’atleta. Molti di loro vengono inscatolati in caratteristiche esclusive tanto da essere disegnati solo per determinate formule di gioco. Ma il calcio è movimento e il modulo, le linee e le posizioni non sono fissate nella stecca del calcio balilla. Dentro una partita le difese passano da due fino a sei, e così gli affiancamenti di centrocampo se non diventano figure geometriche e non semplici segmenti. Mazzarri lo sa.

Le sue tante partite da allenatore e mistificatore sono un patrimonio che non tutti possono vantare. Negli anni è stato capace di far passare il modulo che ciascuno voleva, tanto poi in campo le posizioni fluttuanti le stabiliva lui e i movimenti dei calciatori combinavano e scombinavano i teoremi sacchiani. Con il Cagliari non ha fatto niente di diverso. La difesa a tre è diventata a quattro, per necessità. Il centrocampo da cinque, anch’esso a quattro. L’attacco a due. Un modulo? Macchè! Il modo di iniziare la partita per far sentire tutti più sicuri.

La falla a sinistra è stata tamponata con l’utilizzo contemporaneo di Lykogiannis e Dalbert, in attesa di formare un calciatore capace di fare le due fasi, attacco e difesa. Nascondendo difetti atavici che nell’Era Giulini sono stati pagati più della malaria. I potenziali tre di difesa, Caceres, Ceppitelli e Carboni hanno dovuto così ridurre del 12%  ciascuno il campo di competenza sostenuti dai tre centrocampisti, anche loro spostati sulla destra. Insomma, un “Fatti più in là” modello Sorelle Bandiera guidate da Renzo Arbore.

Il Cagliari di Mazzarri lo vedremo forse tra un mese. Per ora il tecnico di San Vincenzo fa l’artigiano e rimedia in casa agli sconquassi di mercati sistematicamente sbagliati e di tecnici falsamente amati, sedotti e poi abbandonati. Lavora sulla mente dei calciatori. Fa capire che non sono il disastro annunciato, che potrebbero addirittura essere dei fenomeni, anche se è il primo a frenare la squadra quando la Lazio inizia a spingere a testa bassa con tutti i suoi giocolieri. Serve sconfiggere la sindrome di Calimero, dettata da frasi fatte come “questo è il Cagliari”, “cosa si pretende di più”, “è giusto che i buoni calciatori ambiscano a club più forti”. C’è tanto da fare per ripulire della ruggine e dei tarli seminati negli anni.

Lui, Walter da San Vincenzo, non mollerà un passo, farà il prepotente come faceva lo strafottente. Per convincere tutti che ci è sempre mancato qualcosa. Il progresso di domani, l’ambizione di sognare, il desiderio di sorprendere. Le ragioni per le quali da avversario l’abbiamo spesso  detestato. Proporrà il suo spettacolo nello spettacolo, di gesti, proteste e alchimie, con l’unico intento di tenere tutti svegli e concentrati. Nel calcio basta un attimo per sperperare tutto, Anche convincersi che il modulo sia più importante degli uomini  che lo interpretano.

L’esempio che smonta la teoria si chiama Joao Pedro. Per molti non c’è ancora un ruolo/gabbia. Non è una prima punta, non è una seconda, non è un trequartista e non è un centrocampista. In attesa della risposta è il secondo goleador della storia del Cagliari in Serie A. L’uomo che se ne frega del modulo.

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VITTORIO SANNA  - Giornalista e scrittore, per i tifosi rossoblù "la voce del Cagliari". Nella sua trentennale carriera ha raccontato in radiocronaca oltre 700 partite, quasi 600 in serie A. Uno dei più accreditati storici del Cagliari. Autore del libro "La Terra dei Giganti", appena uscito nelle librerie. Un viaggio nella storia dello sport e della relativa statuaria sportiva, dalle prime civiltà ai giorni nostri. Una sezione con i profili degli 88 olimpionici e paralimpici sardi nelle Olimpiadi e Paralimpiadi moderne finora riportati alla luce attraverso un continuo lavoro di ricerca.

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