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JOAO PEDRO, “O SALVADOR”
martedì 19 ottobre 2021 18:51Il punto
di Vittorio Sanna
per Tuttocagliari.net

JOAO PEDRO, “O SALVADOR”

Vittorio Sanna, giornalista e scrittore, per i tifosi rossoblù "la voce del Cagliari". Nella sua trentennale carriera ha raccontato in radiocronaca oltre 700 partite, quasi 600 in serie A. Uno dei più accreditati storici del Cagliari

È arrivato che lo davano già per morto, è caduto rischiando di non rialzarsi dopo un brutto caso di doping, è resuscitato per salvare il Cagliari in uno dei peggiori periodi della centenaria storia rossoblù. Joao Pedro Geraldino dos Santos Galvao, un nome lungo che accresce l’orgasmo del gol, Giampiero per la curva, il Salvatore del Cagliari nelle ultime stagioni. La luce in fondo al tunnel, l’uomo capace di tenerti a galla, il reparto offensivo da solo per lunghi tratti delle ultime stagioni.  Secondo solo a Gigi Riva per gol fatti in Serie A, il quarto marcatore del dopoguerra, a 10 reti da Piras, a 17 da Suazo, un Gigante del quale ancora non abbiamo preso coscienza. Perché ha vinto un solo campionato di B, perché è un umile predicatore di provincia che ha scelto il deserto del calcio per meditare e accrescere il suo essere profeta. Un destino che si poteva scorgere dalla barba quando a 22 anni è arrivato nell’Isola.

Un profugo del calcio che era stato Re della Nazionale giovanile carioca che nel 2009 vinse l’oro nel Torneo Sudamericano, giocando da capitano in una squadra in cui gli giravano intorno Casemiro, Coutinho e Neymar. Fiutò l’affare il Palermo di Zamparini che lo portò in Italia a soli 18 anni.   Bastarono cinque partite nella Primavera con 5 gol realizzati a far comprendere che Joao era un predestinato. Quattrocentocinquanta minuti per lanciarlo in Europa League. Tre presenze delle totali sei della squadra siciliana, l’ultima da titolare contro il Losanna. Ma già allora la mano del destino gli indicò la strada. Il debutto in campionato è del 16 gennaio 2011, l’unica partita di quella stagione.  Il terreno di gioco, il vecchio Sant’Elia, contro il Cagliari, la squadra che avrebbe sposato. Sostituì Ilicic a 20 dalla fine, con il risultato già stampato, 3 a 1 per i rossoblu: Matri su assist di Acquafresca, un autorete di Nocerino, il 2-1 di Pastore  su assist di Ilicic e il gol di Biondini a chiudere la storia della partita per aprire quella di Joao in  Sardegna.  Ci sarebbe tornato tre anni e mezzo dopo, Con Zeman, con Giulini, portato da Francesco Marroccu. Campionato complicato per chiunque, immaginate per un ragazzino che viene sballottato tra attacco e centrocampo senza trovare sistemazione. A rispolverarlo dopo tante panchine è Gianfranco Zola, l’ultimo grande regalo di Magic Box che ne percepisce la classe. Il primo gol contro il Cesena, e sono tre punti, il secondo sette giorni dopo a Udine ed ecco un altro. I suoi gol sono pesanti come macigni, che sposta per far camminare il Cagliari.

O Salvador ci tenta già al primo anno a farci camminare sull’acqua, a moltiplicare i pani e i pesci, a trasformare l’acqua in vino. Contro l’Empoli ci consegna un meraviglia di gol da mettere in cassaforte, potrebbe valere la salvezza. E invece Zeman lo butta alle ortiche per voler strafare e dimostrare di poter fare a meno dei giocatori più esperti. Vecino ci punisce. Joao vede piangere Daniele Conti, contribuisce all’immediato ritorno in serie A, si esalta a sentire l’amore di Cagliari per i suoi eroi, nel Conti Day. Un amore che sperimenta quando si infortuna e attraversando con il piede ingessato il Sant’Elia, fu sommerso di applausi. “Nel momento buono è facile applaudire, no? Nel momento brutto…”. La frase rotta dal pianto, sentimento vero.

Nel momento brutto Joao ci casca ancora con il caso doping. Ne esce pulito e più forte. “Ci vuole testa” indica e dice a tutti quanti appena ritorna e segna. La resurrezione. “O Salvador” ha scagliato via il masso che lo teneva seppellito e ha iniziato a vivere per il Cagliari, a segnare per la sua nuova città, a tentar di allontanare il “momento brutto”. È venuto fuori l’uomo che attraverso il calciatore ricambia l’amore avuto nel momento brutto. Segna, segna e segna ancora. Tanto che i mercanti del calcio lo avrebbero voluto vendere tante volte. Ma lui è rimasto. Per sua volontà, e non solo per fortuna, è rimasto. Senza “O Salvador” saremmo un tifoseria senza un profeta, una squadra alla deriva, una storia interrotta. E invece, Joao ci insegna che gli ultimi saranno i primi. Le anime, saranno salve, e il Cagliari un giorno potrà osannare un calciatore che ha il solo torto di aver fatto gol in periodi di carestia. Un po’ come successo al nostro Gigi Piras. Numeri da capitano. Numeri da leggenda. Perché le bandiere ancora esistono se sappiamo fermarci a guardarle sventolare.

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VITTORIO SANNA  - Giornalista e scrittore, per i tifosi rossoblù "la voce del Cagliari". Nella sua trentennale carriera ha raccontato in radiocronaca oltre 700 partite, quasi 600 in serie A. Uno dei più accreditati storici del Cagliari. Autore del libro "La Terra dei Giganti", appena uscito nelle librerie. Un viaggio nella storia dello sport e della relativa statuaria sportiva, dalle prime civiltà ai giorni nostri. Una sezione con i profili degli 88 olimpionici e paralimpici sardi nelle Olimpiadi e Paralimpiadi moderne finora riportati alla luce attraverso un continuo lavoro di ricerca.

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