Il Cagliari respira: Cremonese ko, Belotti torna e ora c’è l’Inter
Dopo due mesi dentro ad un tunnel buio, il Cagliari di mister Fabio Pisacane rivede la luce. La vittoria contro la Cremonese ha dato ossigeno alla squadra rossoblù che, per quanto non abbia ancora conquistato matematicamente la salvezza, ha aggiunto un mattoncino in più per la conquista dell'obiettivo stagionale. Non la prestazione migliore quella vista in campo alla Unipol Domus da parte dei sardi, soprattutto nel corso del primo tempo, ma il gioco degli isolani è stato comunque efficace, tanto da accalappiare i tre punti. Il tecnico degli cagliaritani, durante la conferenza stampa post match, si è detto contento per il risultato ottenuto, ricordando però come ci sia ancora da lavorare per arrivare alla meta finale.
Il rientro del Gallo Belotti
Una delle note dolci della giornata di ieri però, oltre alla vittoria ritrovata, è stato l'ingresso di Belotti dopo la lunga assenza dal campo per la rottura del crociato. Il Gallo ha ricevuto l'abbraccio dei tifosi nel corso dei sette minuti giocati, finendo in lacrime al triplice fischio per l'emozione del rientro. Anche Pisacane ha speso due parole per aver rivisto sul terreno di gioco l'attaccante che, ad inizio anno, si sperava potesse essere la punta di riferimento della squadra: "Mi è dispiaciuto averlo perso subito, ad inizio campionato, un calciatore che sarebbe dovuto essere la nostra punta di diamante. Voltiamo pagina, oggi è rientrato: sono felice di aver riabbracciato in campo prima l’uomo e poi il calciatore, che non ha bisogno di presentazioni".
Ora l'Inter
Il tempo per festeggiare questa vittoria, e l'anniversario dello Scudetto conquistato da Riva e soci il 12 aprile 1970, è però poco. Venerdì si torna subito in campo e c'è tanto lavoro da fare. Il Cagliari farà visita all'Inter, in una partita assolutamente non facile e che dovrà essere giocata con l'attenzione al massimo. Riuscire a conquistare un'altra vittoria sarebbe una vera manna dal cielo, ma contro una delle big del campionato sarà molto complicato. Ma chissà, sarà il terreno erboso del San Siro a dire come finirà.
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