Pavoletti saluta il Cagliari: "È una fine calcistica, ma non di vita. Futuro? Chi vivrà, vedrà"
Leonardo Pavoletti lascerà il Cagliari al termine della stagione. Intervenuto ai microfoni di PodCasteddu, podcast prodotto proprio dai rossoblù, ha salutato quella che è stata casa sua per 9 anni: "Ci siamo... Dopo tante battaglie siamo giunti al termine, tutto deve anche finire e siamo arrivati al momento così come me lo ero immaginato. Ho amato e amo ancora tantissimo questa gente, sono stato amato, è una fine calcistica, ma non di vita. Sono qui per dire che il calcio giocato con il Cagliari terminerà, poi ripartirò. Mi godrò l'estate con la famiglia, inizierò a capire quanto di buono ho fatto e anche gli errori, mi prendo una piccola pausa per valutare il mio nuovo percorso. Chi vivrà, vedrà".
Pavoletti spiega poi che cosa ha significato per lui essere capitano: "È stato bello. Non ho mai dato il giusto peso ai capitani, è la persona che è il capitano. Lo senti chi lo è, può essercene anche più di uno, c'è sempre quella figura, quella personalità, quell'esperienza. Sai che è come te, ma ha qualcosa di umano un po' diverso. Quando me l'hanno messa mi sono sempre sentito un po' partecipe di tutto in spogliatoio. In realtà il giorno che venne deciso con un'elezione io avevo votato Deiola, quando però 10-15 persone mi chiamavano così dissi: 'Cavolo, ha un peso diverso, non me lo aspettavo'".
Infine ha parlato del suo futuro: "Le ultime estati sono state più difficili di quelle prima. Pensavo che il ritiro fosse la parte più dura, invece farlo da infortunato... Quando vedi la squadra che si allena con il pallone, si diverte, fa le partitelle e te sei a bordocampo a fare esercizi non hai il divertimento. Io spero un giorno di riuscire a sentirmi in pace verso il popolo sardo e dire di avercela fatta a ripagare questo pegno di amore".
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