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Il trionfo all'Europeo non fa rima col ritorno sulla cresta dell'onda della Serie A: 3 giocatori dell'ultima top 11 sono già andati via. E la prima parte del calciomercato è saltata!TUTTOmercatoWEB.com
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domenica 18 luglio 2021 09:05Editoriale
di Raimondo De Magistris

Il trionfo all'Europeo non fa rima col ritorno sulla cresta dell'onda della Serie A: 3 giocatori dell'ultima...

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
Una settimana fa salivamo sul tetto d'Europa. Domenica 11 luglio resterà la notte del trionfo, quella in cui abbiamo riportato a Roma - dopo 53 anni - una Coppa che per noi italiani s'era ormai smarrita tra ricordi sbiaditi nel tempo. Lo abbiamo fatto con merito, vincendo e convincendo. Spesso dominando, soprattutto divertendoci.
Ma quello itinerante è stato anche l'Europeo che ha visto protagonista il nostro campionato oltre alla nostra Nazionale: il 28.2% dei gol (37) sono arrivati da calciatori che provengono dalla Serie A. Nessuno come noi, e nessuno come la Juventus: 11 i gol provenienti da calciatori bianconeri. E anche questo è un altro record.
Tutti questi numeri per dire che l'Italia da questo Europeo non poteva uscirne meglio. Ma oggi il ragionamento che voglio fare su queste colonne è un altro, riguarda il calciomercato e non è altrettanto piacevole. Per tutti, ma soprattutto per noi.

In questa prima parte di campagna trasferimenti in cui poco o nulla si è mosso hanno già salutato tre dei migliori giocatori dell'ultima campionato. Tre calciatori che più o meno da tutti erano stati inseriti nella top 11 della Serie A 2020/21: è andato via Gianluigi Donnarumma, che nel frattempo è stato il miglior portiere dell'Europeo e anche il miglior calciatore in assoluto. E' andato via il miglior laterale destro dell'ultimo campionato, quell'Achraf Hakimi che in attesa del trasferimento di Jadon Sancho dal BVB al Manchester United è oggi il calciatore più pagato dell'estate. E poi è andato via anche il miglior numero 10 dell'ultimo campionato italiano: Rodrigo De Paul. I primi due sono andati in quel Paris Saint-Germain che oggi è, per distacco, il Re incontrastato di questo calciomercato, De Paul invece s'è trasferito all'Atletico Madrid per una cifra che in un futuro più o meno prossimo alimenterà i rimpianti delle nostre big per non averci pensato prima.

A un mercato che in uscita conta già perdite importanti, non è corrisposto un mercato in entrata altrettanto significativo. Anzi. I club della nostra Serie A sono pressoché paralizzati e il club che ha mosso fin qui più giocatori e più soldi è stato il Milan. Ma lo ha fatto principalmente per confermare chi già c'era: Tomori, Tonali e Brahim Diaz. Poi è arrivato Maignan per sostituire Donnarumma, Ballo Touré come vice Theo Hernandez e Giroud al posto di Mandzukic. Mentre Calhanoglu non è stato ancora sostituito. Al momento, difficile parlare di un Milan migliorato.
Per le altre big non c'è invece nemmeno il dubbio: Juventus e Napoli sono ferme al palo, l'Inter ha sostituito Eriksen con Calhanoglu e perso LA freccia dello Scudetto. Mentre per le romane l'entusiasmo portato dai nuovi allenatori non ha fatto per ora rima con grandi acquisti: Rui Patricio da un lato, Hysaj e Felipe Anderson dall'altro.

Siamo così ad oggi, 18 luglio, con i migliori acquisti che sono stati messi a segno da Atalanta e Fiorentina. La Dea ha risolto la questione portiere acquistando per 20 milioni di euro Juan Musso dall'Udinese, la Fiorentina tra Gattuso e Italiano ha speso qualcosa in più per Nico Gonzalez, 23 anni e già titolare dell'Argentina di Scaloni fresca vincitrice della Copa America.
E le altre? Tutte ferme. Tutti che provano prima a vendere per poi solo dopo comprare. Senza farsi venire il sospetto che se tutti - nessuno escluso - devono vendere non c'è nessuno che acquista. Si pensa solo a come far cassa, non si valutano nemmeno possibili scambi tra esuberi e il risultato è che oggi i volti nuovi si contano sulle dita di una mano. E sono quasi sempre acquisti di secondo ordine.
E' un'anomalia. In genere i club definiscono una metà degli acquisti prima del ritiro, entro metà luglio. Poi vanno in ritiro, valutano chi c'è e cosa manca e dopo Ferragosto completano il quadro. Quest'estate invece quella prima parte è completamente mancata. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la Serie A si sta impoverendo. Perché non ci sono soldi, perché in molti casi mancano soprattutto le idee.
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