Bufera sul Barça: niente omaggio ai campioni del mondo, una scelta puramente politica
Il Barcellona è finito al centro di una nuova polemica in Spagna. Dopo la vittoria per 2-0 contro l’Athletic Bilbao al Camp Nou, risultato che ha permesso ai blaugrana di agganciare il Real Madrid in vetta alla Liga, il club catalano è stato criticato per una decisione che va oltre il campo: la mancata celebrazione dei giocatori spagnoli laureatisi campioni del mondo.
Un’occasione che aveva un peso particolare, considerando il numero di protagonisti presenti in campo. Tra le fila del Barça figuravano infatti Joan Garcia, Pau Cubarsí, Eric Garcia, Pedri, Gavi, Lamine Yamal, Dani Olmo e Rodri, mentre nell’Athletic erano coinvolti Unai Simón, Aymeric Laporte e Nico Williams. Nel 2010, dopo il primo storico titolo mondiale conquistato dalla Roja, il Barcellona aveva riservato un omaggio ai propri campioni durante il Trofeo Gamper, facendoli entrare per ultimi sul terreno di gioco. Questa volta, invece, nessuna celebrazione.
Secondo quanto riportato da Sport, la decisione sarebbe legata agli episodi avvenuti a Elche, dove un agente di polizia avrebbe aggredito un tifoso del Barça e sottratto una Estelada, la bandiera indipendentista catalana. Il club guidato da Joan Laporta avrebbe quindi scelto di evitare un momento celebrativo dedicato alla Nazionale spagnola per il timore di possibili tensioni sugli spalti. Una scelta che ovviamente pensa nel confronto politico tra indipendentisti catalani e istituzioni spagnole; nei pressi dello stadio sono comparsi striscioni con messaggi come "Questa selezione non è la nostra", oltre a bandiere spagnole bruciate e cori a favore dell’indipendenza.
La decisione ha provocato dure reazioni. Il giornalista Tomás Roncero ha criticato apertamente il club: "Undici giocatori su 26 erano presenti. Qualcuno ha chiesto ai giovani del Barça se sono indipendentisti? Pedri viene dalle Canarie, Gavi dall’Andalusia. Non organizzare l’omaggio è una mancanza di rispetto verso la Nazionale". Anche il conduttore Josep Pedrerol ha attaccato Laporta: "Ci sono catalani che si sentono spagnoli e altri che vogliono l’indipendenza, entrambe le posizioni sono rispettabili. Ma non è giusto che una parte imponga la propria scelta all’altra. Questa volta hanno vinto gli indipendentisti".
Dal lato dei giocatori, invece, sono arrivate poche dichiarazioni. Pau Cubarsí ha difeso la posizione del club: "È una decisione del Barça. Considerando ciò che è successo a Elche, penso sia giusto. Un uso eccessivo della forza non deve mai più ripetersi". Sulla stessa linea Joan Garcia: "Noi giocatori siamo dalla parte del club. Non abbiamo realmente voce in decisioni di questo tipo, ma sosteniamo pienamente la scelta presa".






