Mourinho sul caso Asencio: "Si è giocatori del Real 24 ore su 24 e 7 giorni su 7"
José Mourinho ha affrontato in conferenza stampa due situazioni interne al Real Madrid: il caso legato a Raúl Asencio e la separazione da Dani Ceballos. Sul difensore spagnolo, attualmente fermato da un infortunio e coinvolto in un procedimento disciplinare aperto dal club (fermato alla guida in stato di ebbrezza), Mourinho ha voluto separare l'aspetto sportivo da tutto il resto, pur lanciando un messaggio molto chiaro: "Quando sono arrivato ho parlato con lui per alcune cose del passato. Da quel momento non parlo più di situazioni extrasportive", ha spiegato il tecnico portoghese alla vigilia della sfida di campionato contro il Betis. "A Valdebebas è un professionista esemplare: quando sta bene, nessuno si allena più e meglio di lui. È il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare via".
Poi il richiamo alla responsabilità di vestire la maglia del Real Madrid: "Un giocatore del Real Madrid lo è 24 ore al giorno, sette giorni su sette e dodici mesi all'anno. Tutto quello che fai fuori dal campo continua a rappresentare il Real Madrid". Mourinho ha ammesso di non essere soddisfatto della situazione: "Gli errori li commettono tutti, ma quando gli errori si accumulano è diverso". Sul possibile impiego futuro di Asencio ha aggiunto: "Il club ha aperto un procedimento. Finché sarà in corso, io lo considero un giocatore del Real Madrid. Ora è infortunato e resterà fuori per qualche settimana, quindi questo mi aiuta a rimanere lontano dal problema".
Diversa invece la situazione di Dani Ceballos, che ha lasciato il club dopo un confronto con il tecnico. "Abbiamo parlato tre minuti al telefono. Gli ho detto che non rientrava nei miei piani. Molti giocatori restano aggrappati al contratto, ma in questo caso è stato semplice perché lui stesso preferiva essere libero di scegliere il proprio futuro". In pochi giorni, dunque, giocatore e società hanno trovato un accordo per la separazione e Ceballos è finito proprio al Betis.






