Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Il romanzo di un addio forzato: luglio 2001, il pianto di Rui Costa e di Firenze

Il romanzo di un addio forzato: luglio 2001, il pianto di Rui Costa e di Firenze TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
autore
Redazione TMW
Oggi alle 06:15Calciomercato
Luglio 2001, la notte più buia del calciomercato viola: il blitz da 85 miliardi di Galliani, le trattative sfumate con Parma e Lazio e quelle lacrime davanti a diecimila tifosi al Franchi, l'addio di Manuel Rui Costa

Ci sono giorni in cui il calciomercato smette di essere un gioco di cifre, procure e plusvalenze, e diventa una tragedia greca, per Firenze, quel giorno è il 3 luglio 2001.
La notte in cui le testate nazionali e i telegiornali sportivi dovettero battere la notizia che nessuno voleva leggere: Manuel Rui Costa lascia la Fiorentina per accasarsi al Milan.
Non per scelta, non per denaro, ma per un disperato atto d'amore.

Ecco il retroscena di quella drammatica estate in cui il calcio perse la sua innocenza: il baratro economico e i telefoni bollenti

Meno di un mese prima, il 13 giugno 2001, Rui Costa aveva alzato al cielo la Coppa Italia battendo il Parma.
Sembrava l'inizio di una nuova era senza Batistuta, ma dietro le quinte il club stava già morendo.
La gestione di Vittorio Cecchi Gori era al collasso finanziario, il tribunale bussava alle porte, i debiti soffocavano la società e il verdetto della Covisoc fu spietato: per iscrivere la Fiorentina al prossimo campionato, serviva una massiccia iniezione di liquidità immediata.
Tradotto: bisognava vendere i pezzi pregiati, Francesco Toldo e Manuel Rui Costa.
Mentre il portoghese era in vacanza, ignaro di tutto, arrivò la telefonata del suo procuratore, Carlo Pallavicino, le parole furono un colpo al cuore: "Manuel, la Fiorentina deve venderti per non fallire".

Anni dopo, O Maestro ricorderà quel momento con dolore: «Mi sentii male, molto male, piansi tanto. Fui così triste di lasciare Firenze che addirittura annullai la festa per il settimo anniversario di matrimonio con mia moglie Rute».

L'asta e il blitz di Galliani a notte fonda

Inizialmente la Fiorentina trovò un accordo con il Parma, poi si inserì prepotentemente la Lazio. Rui Costa rifiutò categoricamente il trasferimento in Emilia; preferiva i biancocelesti, ma l'affare faticava a chiudersi a causa delle modalità di pagamento.
A quel punto, si consumò il vero colpo di scena teatrale, in puro stile mercato estivo:Il brivido della notte, alle 2:00 del mattino, mentre le trattative con Roma erano in stallo, squillò il telefono di Rui Costa, era Adriano Galliani.
L'affondo decisivo, Silvio Berlusconi, con un blitz improvviso, decise di staccare un assegno da ben 85 miliardi di lire per regalare il trequartista a Fatih Terim, che lo aveva appena allenato a Firenze.
Il sacrificio compiuto: L'accordo venne siglato all'alba, la Fiorentina era (momentaneamente) salva, ma aveva perso la sua anima, 13 Luglio 2001: I cancelli aperti del FranchiIl culmine emotivo di questa storia andò in scena dieci giorni dopo.
Rui Costa non voleva scappare come un ladro nella notte.
Chiese e ottenne che venissero aperti i cancelli dello Stadio Artemio Franchi per poter guardare negli occhi il suo popolo.
In una caldissima serata di metà luglio, oltre 10.000 tifosi viola si radunarono sugli spalti, non c'era contestazione verso il giocatore, solo un'immensa, straziante commozione collettiva commista alla rabbia verso la presidenza.
Manuel scese in campo in abiti civili, visibilmente scosso, quando la Fiesole intonò il suo coro, il numero 10 scoppiò in un pianto dirotto, asciugandosi le lacrime con le mani davanti ai fotografi.
Ricevette una targa dal Comune e centinaia di messaggi d'amore dai tifosi.
Quell'addio non fu una rottura, ma un funerale sportivo celebrato insieme, Rui Costa se ne andò da Firenze da eroe tragico, consapevole che le sue lacrime sarebbero rimaste scolpite per sempre nella storia della città e nel cuore di tutti i tifosi Viola.

Altre notizie Calciomercato

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile