Casertana, col Bari un pari che sa di occasione persa, tra elogi che non fanno classifica, un'ingenuità fatale e un pubblico orgoglioso. Col Giugliano obbligatorio tornare a vincere
Antonio Papale
Il pari arrivato ieri sera al Pinto in una bella cornice di pubblico contro il Bari dimostra che la Casertana sta iniziando a mettere in pratica le richieste e i dettami tecnico - tattici di Stellone, ma sa di occasione sprecata per la bellissima prestazione sciorinata contro la principale candidata al salto di categoria e per la valanga di occasioni sprecate davanti all'ex Cerofolini, che è stato uno dei migliori in campo in senso assoluto. Nei rossoblù bene un po' tutti, con Manconi su tutti. Da sottolineare in interdizione la prestazione di Di Tacchio e dietro di Caporale. Tanti rimpianti solo per il risultato col pubblico che ha compreso lo sforzo e l'impegno dei falchetti e li ha applauditi a scena aperta al fischio finale. Nota negativa, la direzione arbitrale del signor Zago, incerto su alcune decisioni chiave. Detto ciò cerchiamo di prendere in considerazione i principali aspetti lasciati in eredità dalla gara di ieri.
RIMPIANTI, SOLO RIMPIANTI - Il risultato arrivato dalla partita di ieri sera non può fare altro che far nascere moltissimi rimpianti nella squadra rossoblù che, per gioco mostrato e quantità di occasioni create e sprecare, avrebbe meritato di vincere. Ma purtroppo il calcio non è la boxe dove si vince ai punti e in caso come ieri si dimostra crudele con chi non riesce a mettere la palla dentro.
LA MATEMATICA AL CONTRARIO - Di solito, i numeri nel calcio non mentono mai, ma ieri invece per i falchetti sono stati crudeli al contrario: 11 su 24 in porta contro il 3 su 12 del Bari, il doppio negli xg, 10 angoli a 3, il doppio delle palle recuperate da fase di non possesso. In molti casi finirebbe tanto a poco, ma ieri alla fine è finita in parità.
ELOGi NON FANNO CLASSIFICA - Alla fine la squadra rossoblù è stata elogiata da tutti per la prestazione, compresi gli sportivi giornalisti accorsi al seguito del Bari, ma purtroppo nel calcio gli elogi e i complimenti restano fino a loro stessi perché non fanno classifica. Resta solo il fatto di aver messo paura alla principale candidata al salto di categoria.
SEGN SEMP ISS - Dicendola correttamente in italiano, segna sempre lui e Parliamo nello specifico di Jacopo Manconi, indisturbato capocannoniere del girone con otto gol, la metà di quelli realizzati dalla squadra rossoblù. Pensare che ieri ne potevano essere molti di più se non fosse per le varie situazioni create e per il gol annullato da Zago.
ARBITRO DISCUSSO - Alla vigilia molti hanno mostrato preoccupazione per la designazione del signor Zago e così è stato. È stata una direzione mediocre, con falli spesso invertiti e dubbi sul gol annullato ai falchetti, sulla punizione che ha portato al pari e su un presunto rigore ai danni di Favale. Detto ciò l'arbitro non deve essere mai un alibi per un risultato che non arriva.
GRUPPO FORTE - La partita di ieri ha portato in risalto tra i falchetti l'elemento gruppo. Nonostante la rivoluzione messa in atto da Stellone, tutti i falchetti, soprattutto chi gioca meno, si sono mostrati all'altezza della situazione. Tra i migliori, Di Tacchio, un autentico cagnaccio nella tonnara di centrocampo, e Caporale, che è sembrato tutt'altro calciatore rispetto a quello vista nella precedente gestione.
INGENUITÀ FATALE - A rovinare la festa rossoblù ci ha pensato l'ingenuità del minuto 67, quando Gomez è saltato più in alto di tutti e ha battuto il sin allora spettatore non pagante De Lucia. Alla fine dei conti, è pesata tantissimo nell'ottica del risultato.
TIFOSI ORGOGLIOSI - Alla fine, nonostante il risultato non avesse totalmente sorriso ai falchetti, nel momento dei saluti i tifosi hanno applaudito i loro beniamini e si sono mostrati sin troppo orgogliosi per l'impegno mostrato contro una squadra partita con l'obiettivo di vincere il campionato ma che ieri, di fronte ai rossoblù, è sembrata sin troppo piccola.
OBIETTIVO TORNARE A VINCERE - Adesso in casa rossoblù è inutile piangere sul latte versato e ripensare a quello che è successo ieri: ora l'orizzonte futuro si chiama Giugliano, dove l'obiettivo è quello di tornare a vincere, per continuare a stazionare nelle parti alte della classifica e dare anche continuità alla prestazione di ieri.


