"AMARCORD" Quando un 'destro' di Passarella mise K.O la Lazio per 2-1
Fiorentina di scena all’Olimpico di Roma, stasera nell’anticipo delle ore 18, in un palcoscenico tradizionalmente avaro di soddisfazioni per i colori viola. Non staremo certo qui a ricordare l’8 a 2 subito nel 97’ o l’ormai famigerata mano di Zauri del maggio 2005, ma giova ricordare, anche per esorcizzare il pericolo, come il bilancio contro i biancocelesti veda la Fiorentina in evidente svantaggio: sono, infatti, 59 i precedenti in serie A disputati nella capitale con uno score di 11 vittorie, 19 pareggi e ben 29 sconfitte. E sono addirittura 103 i gol subiti contro i soli 55 realizzati. A fronte di tutto questo ci ha pensato Adrian Mutu, il 22 aprile scorso, ad invertire il trend negativo regalando ai viola la vittoria per 1-0 nell’ultimo confronto disputato fra le due squadre.
Rovistando poi, nella valigia dei ricordi abbiamo trovato due successi gigliati che, seppur conquistati in epoche diverse, hanno in comune il timbro del calcio spettacolo firmato da due allenatori fra i più amati a Firenze negli ultimi anni, vale a dire Picchio De Sisti e Alberto Malesani. Rispettiamo l’ordine cronologico e andiamo al 4 dicembre 83’ quando due gol di Antognoni e Passarella sconfissero la Lazio per 2-1. Era una Fiorentina che schierava Massaro col numero cinque in un modulo tattico rivoluzionario per quei tempi, e che giocava, parole e musica di Michel Platini, il miglior calcio del campionato. Vantaggio biancoceleste con un gol del solito Giordano, pareggio di Antognoni al 54’ e gol vittoria a sette minuti dalla fine del “caudillo” Daniel Passarella, con un tiro al volo di destro, piede notoriamente di puro contorno per il libero argentino.
Facciamo un salto di 15 anni e siamo al 10 maggio 98’. Penultima di campionato, Fiorentina in gran salute, che conquisterà la qualificazione UEFA con la settima vittoria esterna di quella fantastica stagione. 4-1 il risultato finale con i gol di un attacco viola a quattro stelle, Oliveira, Edmundo, Batistuta e Rui Costa. Singolare l’esultanza del “Re Leone” che prese il pallone e se lo mise sotto la maglietta: secondo alcuni significò prendersi il ricordo dell’ultimo gol con la Fiorentina, (Gabriel infatti sarebbe stato assente nell’ultima col Milan e voleva essere ceduto a tutti i costi a fine stagione), secondo altri era un gesto che simulava l’imminente nascita del terzo figlio. Come vediamo quindi, poche vittorie ma buone… ovviamente in attesa della prossima.


