SQUADRA E PIOLI: PARTITA SBAGLIATA. SOLO SPORTIELLO HA EVITATO LA DISFATTA… BRUSCO STOP, PERICOLO CONTRACCOLPO VIOLA. TITOLARI OK, NON LE ALTERNATIVE MA LA FIORENTINA DEVE RIPARTIRE SUBITO
Mario Tenerani
Lettura banale di un pomeriggio sbagliato: la Samp veniva da tre sconfitte nelle ultime quattro gare. E non solo: a Benevento aveva fatto un disastro, fornendo una prestazione sconcertante. La Fiorentina veniva da otto risultati utili consecutivi. Morale: la sosta è stata la panacea di tutti i mali blucerchiati, mentre per i viola è stata una iattura. Basterebbe questo per spiegare tanto, ma non tutto.
Pioli non aveva un compito facile: la Fiorentina è squadra normale, da metà classifica: se a una formazione così togli tre-titolari-tre, le fai male. Soprattutto quando le alternative non ci sono o se ci sono fanno di tutto per non esserci. Se ad una riserva dai una, due, tre chance e te le brucia sistematicamente, questa che può pretendere da un allenatore? Ecco, l’errore di Pioli a Genova forse è stato quello di dare fiducia a chi non la meritava. La formazione schierata da Stefano stavolta non ha convinto e lui, con onestà intellettuale fuori dal comune, nel post gara ha fatto autocritica. Si è tirato dentro alla disfatta insieme ai suoi uomini. Stabilito allora che Pioli snaturando il vestito tattico abituale - difesa a tre, Eysseric in mediana e doppio centravanti - ha fallito la missione genovese, che dobbiamo dire di chi ha beneficiato della sua fiducia? Quanto dovremo aspettare per vedere giocate efficaci, ad esempio, da Eysseric e Gil Dias? Poiché hanno buona tecnica dovrebbe toccare anche a loro dare un impulso alla Fiorentina. Invece, purtroppo, sono fantasmi. Vale pure per Saponara che però a Genova almeno ha girato la palla di testa per il gol di Sanchez e ha inventato un paio di idee in mezzo al campo. Poco certo, ma sempre meglio del buio.
A Babacar vogliamo un gran bene, lo abbiamo conosciuto ragazzo e ha pure una buona media realizzativa. Ma quando parte titolare, accade di rado, non risponde mai presente: sembra non avere dentro quel fuoco di cui un attaccante ha bisogno. Caracolla e non pressa: peccato davvero. L’esperimento del doppio centravanti è naufragato perché anche il Cholito, un altro a cui siamo affezionati, è stato impalpabile. La verità è che sono andati tutti male a Marassi, sovrastati dalla Samp, in ogni settore del campo, in ogni duello. Torreira, Praet e Linetty hanno divorato il centrocampo viola e comunque, sia chiaro, i tre blucerchiati formano uno dei reparti più forti del campionato. Così come la Sampdoria in generale: gli undici di Giampaolo sono migliori dei colleghi viola, anche quando questi ultimi sono al completo. Pensate solo al reparto avanzato: Quagliarella, splendido 35enne già a quota 15 gol, poi Zapata, Kownacki e Caprari. Sono il paradigma di come si dovrebbe allestire un settore offensivo. Non è un caso che tra andata e ritorno la Samp abbia rifilato 5 gol ai viola, beccandone 2 soltanto. Solo Sportiello si è salvato: se non ci fosse stato lui, adesso saremmo a parlare di una nuova Caporetto viola.
Ora la Fiorentina è undicesima, con un punto sopra al Bologna. Questo, paradossalmente, potrebbe non essere un problema: in una classifica compressa come un caffè ristretto ci può stare di essere una settimana in zona Europa League e un’altra molto più in basso. Dobbiamo essere pronti alle montagne russe, ma rendiamoci anche conto dei limiti della Fiorentina. Forza e coraggio, adesso i viola devono ripartire col Verona, nella speranza di non aver subìto un contraccolpo. La fase difensiva è stata presa a picconate dopo che in 7 partite su 20 la terza linea viola aveva chiuso imbattuta. E soltanto in due occasioni, a Milano con l’Inter e al Franchi con la Roma, aveva subìto così tanto.
Persino Pezzella, sempre impeccabile, ha sbagliato molto, complice forse anche quel colpo alla testa rimediato nel primo tempo: dopo quel terribile impatto l’argentino è apparso meno lucido.
Dunque, il verbo da declinare e’ ripartire. Niente è perduto e tutto è ancora da conquistare.


