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VERTICE DI MERCATO: IN ARRIVO UN CENTRALE DI DIFESA E UN ESTERNO D’ATTACCO. ORSOLINI, SI TRATTA. NASTASIC OK, MA NON PER MILENKOVIC. LIROLA PIÙ VIOLA.  DA OGGI ITALIANO VALUTA PULGAR.  BIANCO RESTA IN ROSA. GONZALEZ E LA SFIDA DEL GOL
martedì 03 agosto 2021 11:05L'opinione
di Enzo Bucchioni
per Firenzeviola.it

VERTICE DI MERCATO: IN ARRIVO UN CENTRALE DI DIFESA E UN ESTERNO D’ATTACCO. ORSOLINI, SI TRATTA. NASTASIC...

I nazionali stanno arrivando uno dopo l’altro e da oggi inizierà la seconda fase estiva del lavoro di Italiano, quella più importante per definire la formazione-base. E’ ovvio che inserire giocatori come Pulgar, Castrovilli o Quarta, parlare con loro per spiegare il nuovo calcio, sarà fondamentale per l’allenatore per mettere a punto le strategie future di mercato. Il vertice è stato fatto, lo scenario è definito e il confronto fra Italiano e i dirigenti della Fiorentina ha portato a un piano definito e definitivo per le prossime due settimane in modo da avere una squadra più vicina possibile a quella tipo il giorno della sfida con la Roma che il 22 di agosto dà il via alla stagione. Intanto è bene tornare un attimo sul lavoro di Moena, su quello che la Fiorentina ha riportato a Firenze. I volti sereni e le partite di allenamento di buona personalità le abbiamo viste tutti anche grazie a Italia 7 che ha garantito le dirette, ma oltre a quello detto in conferenza stampa, Italiano ha confidato la sua enorme soddisfazione ad amici.

L’allenatore ha definito il periodo “spettacolare”, è sicuro di avere un gruppo che ha grande voglia di dimostrare, che lo segue, vuole giocare divertendosi, i giocatori sono felici nonostante l’intensità del lavoro e anche al di là di alcuni problemi contrattuali che li riguardano. Esaspero il concetto: se non ci fossero i procuratori e i contratti da prolungare, tutti questi giocatori sarebbero ben contenti di iniziare la nuova sfida con la Fiorentina. I problemi andranno risolti in fretta e le pratiche pure. Ma intanto, per capire quello che più ci interessa, cioè il mercato, ovvero la costruzione della Fiorentina che verrà, conviene fare una fotografia reparto per reparto dicendo subito una cosa concreta: i ruoli che per primi interesseranno le operazioni in entrata sono il centrale difensivo e l’esterno d’attacco. Ora vi spiego perché.

DIFESA. Analizziamo la situazione in base a quello che sta succedendo ed è successo a Moena. E’ ovvio che il caso da risolvere subito è quello di Milenkovic. Il suo procuratore Ramadani continua a portare offerte da più squadre di mezza Europa, si dovrà stringere perché è il momento di decidere. L’aria è negativa, l’entourage lo spinge ad andare via e quasi sicuramente sarà così. Cosa farà la Fiorentina? Non sarà Nastasic il suo sostituito. Questo dice forte e chiaro radio-mercato e mi sento di tranquillizzare i tifosi che già “bubavano” e io con loro. Non poteva essere e non sarà così. Per quel che mi risulta per sostituire Milenkovic la Fiorentina ha in mano 2-3 centrali tra Italia e estero, soluzioni già ampiamente sondate, giocatori già valutati anche dallo scouting personale di Italiano. Gente del valore di Milenkovic. Nomi? Per ora copertissimi. Nastasic è un’altra operazione, un mancino che può arrivare a costo basso, ha voglia di rilanciarsi e farà parte della rosa. Punto. Per il resto ci sono Quarta, Igor e il ragazzino interessante Dalle Mura, mentre Pezzella dovrà dire in questi giorni se ha voglia di mettersi con la testa nella nuova sfida. Potrebbe rimanere. Per la difesa c’è sempre il discorso Lirola. Il giocatore è più disponibile a restare, il Marsiglia pressa meno, c’è da mettere in conto la rottura fra la Fiorentina e il suo procuratore, ma una soluzione potrebbe anche trovarsi. Vedremo.

ATTACCO. Vlahovic ad oggi è il punto fermo. Non ha ancora firmato, è un caso aperto, ma in campo non lo dimostra. E Rocco lo vuol tenere almeno un altro anno. Il tema sono gli esterni che come avevamo facilmente intuito pensando allo Spezia, dovranno essere cinque. Italiano lo ha detto chiaramente in conferenza stampa. Visto che in organico i nomi sono quattro (Gonzalez, Callejon, Sottil e Saponara) per il quinto anche qui c’è una rosa di tre nomi in mano ai dirigenti viola concordata con l’allenatore. Orsolini, come anticipato, piace e piace molto. Il Bologna chiede una quindicina di milioni più bonus vari, la trattativa sarebbe avviata e definita. Ma nella rosa dei papabili c’è anche Zaccagni e attenti a Messias, a certe cifre s’è ritirato anche il Torino, se il Crotone abbassa le pretese potrebbe tornare d’attualità.

CENTROCAMPO. Il regista lo prendono o no? Ad oggi la risposta non c’è. E’ chiaro che il mercato è stato valutato, ma Italiano sta facendo delle considerazioni che saranno ampliate e diventeranno più certe dopo aver provato l’inserimento nei suoi schemi e nel suo calcio di giocatori come Pulgar e Castrovilli. Non abbiamo sbagliato quando abbiamo ipotizzato che Pulgar potesse piacere all’allenatore. Lo vuole valutare, vuole capire la disponibilità a seguire certi movimenti, a fare tutte quelle cose che il play di Italiano deve saper fare. Lo stesso discorso lo faccio per Castrovilli che dovrà invece fare il terzo centrocampista, quello che diventa il quarto attaccante in fase di possesso. Valutati questi due giocatori importanti, Italiano tirerà le somme e dirà alla società dove e come intervenire sul mercato. Sottolineo che Duncan è piaciuto molto e Bonaventura è una garanzia. Aggiungo che il ragazzino Bianco, classe 2002, la rivelazione del ritiro, sarà aggregato stabilmente alla prima squadra. A naso potrebbe servire un regista classico, ma lo deciderà Italiano dopo aver capito quando tornerà Amrabat e, soprattutto, se andrà via (al Torino o in Turchia?). Percentuali che resti? Basse. Ecco, l’uscita di Amrabat potrebbe aprire le porte al regista, la quarta entrata eccellente dopo Gonzalez, l’altro esterno e il centrale di difesa che dovrebbero arrivare a breve. Ma serve pazienza e una valutazione più attenta dopo le prime amichevoli più impegnative.

Questo è il quadro, in evoluzione, di quello che dovrebbe accadere nelle prossime ore. A più lunga scadenza, diciamo dopo Ferragosto, si dovranno invece decidere le posizioni di Kokorin (Resta? Va?), di Kouamè (andrà via di sicuro) e come detto dello stesso Amrabat. Tre giocatori pesanti, anche come ingaggio, che molto probabilmente cambieranno aria. Ma molti altri sono in attesa di capire la loro destinazione e il mercato è condizionato anche da questo.

Barone e Pradè devono dimostrare di essere bravi a vendere, cosa non riuscitissima gli anni scorsi. Commisso, giustamente, non ha problemi a spendere, ma chiede che prima siano venduti tutti i giocatori non più funzionali che bloccano il dinamismo del club e appesantiscono i conti. Tutti sono bravi a fare operazioni come quella di Sottil o Saponara o altre, facile prestare giocatori e rimetterci pure, in alcuni caso pagando anche l’ingaggio. Rocco vuole che siano venduti a titolo definitivo e che non gravino più sulla Fiorentina e ci sentiamo di dargli ragione.

Intanto ieri è arrivato Gonzalez che, ci gioco tutto, presto tutti chiameranno Speedy. Soprattutto i titolisti con poco fantasia. Per le note carenze della comunicazione viola l’arrivo del giocatore più costoso della storia della Fiorentina è passato quasi sotto silenzio. Non dico di vendere Maxi Olivera come il nuovo Roberto Carlos (è successo), ma almeno qualcosa da segnalare e ricordare, con i tempi giusti, per un giocatore costato tantissimo, nazionale  argentino vincitore della coppa America, forse c’era da aspettarselo. In attesa, per me il giocatore è forte e adattissimo al gioco di Italiano, non solo perché è stato pagato 23 milioni più quattro di bonus. Negli anni tedeschi è cresciuto molto, sa fare la fase offensiva, ma torna molto a fare pressing e difendere, con i tempi giusti.

Fa pochi gol? E’ vero, ma qui torniamo al gioco che Italiano sta dando alla Fiorentina ed esalterà di sicuro la manovra offensiva. Nello Spezia hanno funzionato perfino Gyasi che ricordavamo nella Pistoiese oppure Farias che s’era perso a Cagliari. Se tanto mi da tanto, anche Gonzalez potrebbe prendere il gusto del gol.

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