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I MONDI OPPOSTI DI DUE VISIONI SIMILI: ITALIANO CONTRO SARRI È UNA SFIDA NELLA SFIDA. ECCO COME FAR SOFFRIRE LA LAZIO
mercoledì 27 ottobre 2021 11:05L'opinione
di Leonardo Petri
per Firenzeviola.it

I MONDI OPPOSTI DI DUE VISIONI SIMILI: ITALIANO CONTRO SARRI È UNA SFIDA NELLA SFIDA. ECCO COME FAR SOFFRIRE...

La sfida fra Lazio e Fiorentina è soprattutto la sfida fra due allenatori visionari e affascinanti che vivono per un calcio propositivo ed offensivo. Vincenzo Italiano e Maurizio Sarri sono l'esempio di come il calcio sia meraviglioso e vi si possa giocare in molti modi, secondo però il filo conduttore del gioco, dell'organizzazione, della squadra che viene prima del singolo, senza per questo minarne o soverchiarne il talento.
Italiano e Sarri vivono momenti diversi della loro carriera, la prima in una piazza importante per il promettente tecnico viola, una sorta di ripartenza dopo due splendide esperienze ricche di soddisfazioni e di successi con Napoli e Chelsea per l'allenatore laziale, che però è reduce dall'amara e contraddittoria parentesi juventina.

Entrambi stanno attuando una rivoluzione, scegliendo di cambiare non un modulo ma una vera e propria idea di calcio. A Firenze e a Roma Italiano e Sarri non sono soltanto allenatori, sono psicologi, filosofi, maestri e istruttori.
Paradossalmente per Italiano è un po' più semplice perché la sua rivoluzione è iniziata dopo anni di niente assoluto. Terreno fertile, menti aperte, giocatori disposti a mettersi in gioco. E lo si vede. Lo spogliatoio viola è compatto col suo mister e lo segue con dedizione. Diverso per Sarri che la sua rivoluzione sta cercando di attuarla in un ambiente assuefatto al 3-5-2 di Simone Inzaghi e, soprattutto, da anni buoni, fatti di Champions, coppe Italia e discreti risultati in generale. Menti meno sgombre, obiettivi più importanti, confronti più impegnativi. E infatti il clima è diverso, i risultati anche, per non parlare delle considerazioni sul lavoro svolto dal tecnico fino a qui. Se a Firenze Italiano ha praticamente l'unanimità dei consensi e di fatto ha sbagliato soltanto il match di Venezia, a Roma Sarri se non è già sulla graticola poco ci manca; troppi sette gol subiti fra Bologna e Verona e neanche i successi nel derby e contro l'Inter gli permettono di vivere con assoluta serenità una sfida, quella di stasera, che per la Lazio rappresenta già un momento spartiacque della stagione. E questo potrebbe essere un vantaggio per i viola. Sfruttare qualche insicurezza che, più o meno consciamente, la squadra biancoceleste potrebbe avere, condita dall'effetto Olimpico che potrebbe creare pressioni. 

Poi c'è il calcio e lì parliamo di 4-3-3 per entrambi. Ma soprattutto parliamo dell'atteggiamento che dovrà tenere la Fiorentina. Super aggressivo in pressione altissima o più attento, lasciando l'onere della costruzione alla Lazio, per non concederle la profondità? La scelta di Italiano apre una porta dietro alla quale c'è tutta una filosofia di vita. Essere se stesso sempre, a prescindere da chi hai davanti o adattarsi alle situazioni contingenti. Tutto ruota intorno a questo, nella vita come nel calcio.
Io vorrei la solita Fiorentina arrembante, senza paura, senza un passo indietro. Perché in uno spogliatoio i messaggi devono essere chiari e univoci e non sarebbe così semplice spiegare motivi di un'eventuale cambiamento, tanto più che oggi la Lazio ha meno punti della Fiorentina. Inoltre la Lazio, che fatica ad adattarsi ad una difesa a quattro, ha dimostrato di soffrire l'aggressività alta dei rivali, col Milan, a Bologna, a Verona, in Europa contro il Galatasaray.

Però sugli uomini si può lavorare e la Fiorentina dovrà per forza farlo davanti in virtù della notizia della positività al Covid per Gonzalez. Dietro vorrei Odriozola di nuovo a destra, con la conferma della coppia centrale Milenkovic Quarta (troppo importante la sua rapidità) e di Biraghi davanti a Terracciano. Nel tridente avrei scelto Sottil e Gonzalez ma a questo punto sceglierei Callejon a destra per limitare Hysaj con Vlahovic e Sottil ad impegnare Marusic, con l'idea di tenere molto larga la difesa laziale sugli esterni,favorendo così gli inserimenti da dietro di Bonaventura. Saponara sarà sicuramente utile a partita in corso vista la penuria cronica di esterni con la possibilità ce ne fosse bisogno di alzare anche Odriozola e fare posto a Venuti sulla linea difensiva. Accetterei gli uno contro uno in mezzo al campo ragionando su due aspetti. Chi mandare a prendere il regista laziale davanti alla difesa e opterei per la cattiveria agonistica di Torreira, come contro l'Inter; se avere un occhio particolare per Milinkovic Savic. Se la risposta fosse affermativa perché no Amrabat dall'inizio, proprio sul serbo. Di contro la Fiorentina deve risolvere tre problemi. La capacità di ripartenza della Lazio se non andrà a buon fine il primo pressing viola, la grande fisicità biancoceleste, con Milinkovic Savic, Basic, la forza esplosiva di Felipe Anderson e le tante soluzioni da palla inattiva che la Lazio ha. Infine Pedro. Parte da sinistra ma entra dentro il campo e può fare il trequartista. Può creare scompiglio portando fuori zona troppi viola. Dovrà uscire a prenderlo un centrale? Probabile che sia così, in quel caso potrebbe sentirsi la mancanza della capacità di scivolare sulla linea difensiva di Pulgar. Sarà una grande partita a scacchi. Tutto calcisticamente bellissimo.

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