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L'ANTI-INTEGRALISMO NEI FATTI: DALLA MEZZALA SULLA TREQUARTI AI FINALI CON LA DIFESA A TRETUTTO mercato WEB
© foto di Giacomo Morini
domenica 2 aprile 2023, 14:00Notizie di FV
di Dimitri Conti
per Firenzeviola.it

L'ANTI-INTEGRALISMO NEI FATTI: DALLA MEZZALA SULLA TREQUARTI AI FINALI CON LA DIFESA A TRE

Gli step di carriera di Vincenzo Italiano parlano per lui, eppure quando si va alla ricerca del pelo nell'uovo (disciplina comune che va oltre agli addetti ai lavori nei tempi social) un aspetto per cui molti gli hanno puntato il dito contro nel tempo riguarda una scarsa elasticità reale o presunta, un essere fin troppo attaccato ai principi di gioco su cui ha migliore conoscenza senza essere magari flessibile come la situazione potrebbe richiedere. In altre parole, accuse di integralismo. Un'etichetta scomoda, forse derivante dai continui paragoni con il suo maestro di spirito Zeman verso il quale finisce idealmente e inevitabilmente accostato. Nel concreto, però, si può dire come l'allenatore della Fiorentina abbia dato più volte e sotto più aspetti risposte che solcano semmai il binario opposto: per come si è mosso in questo anno e mezzo abbondante, è tutto fuorché integralista, specie se messo a paragone con qualche collega. Vediamo perché.

Avevamo già visto il finale con difesa a tre
Già nel primo anno a Firenze di Italiano vige il segno del 4-3-3, vero, ma non in esclusiva assoluta. Gli osservatori più attenti si saranno infatti accorti che la difesa a tre messa in campo ieri a San Siro nel quarto d'ora abbondante finale per contenere le ondate conclusive di un Inzaghi pronto a terminare la sfida con tre punte di peso (Lukaku-Dzeko-Lautaro), non era un inedito. Già in una delle primissime partite del suo ciclo, la vittoria di Udine a fine settembre 2021 (0-1, rigore di Vlahovic), Italiano aveva avuto bisogno di contenere le folate e i continui affondi dell'Udinese (Dragowski a fine gara sarà il migliore in campo) inserendo Igor al posto di Torreira per affiancare Milenkovic e Nastasic. Difesa a tre, per quasi un quarto d'ora tra tempo effettivo e recupero: non è l'assetto migliore possibile nel calcio secondo Italiano, ma affidarcisi per lui non è reato.

L'uso del collettivo è un elemento essenziale
Tra le due portate principali, un breve intermezzo di riflessione aiuta. Può un allenatore che nella scorsa stagione ha cambiato tanti undici di partenza quante sono le partite che la sua squadra ha giocato, oltre che abituato ad attingere a tutti i giocatori lasciati a sua disposizione, essere tacciato di integralismo? Si fa fatica a crederci, specie avendo visto l'andamento di questa stagione e la scossa (anche tattica) che ha saputo dare. A settembre chiedemmo al mister se si sentisse integralista, lui rispose di no e di seguire le informazioni date da calciatori e momento. Era vero, guardandoci ora.

La mezzala sulla trequarti e minore palleggio
Il grande cambiamento, quello veramente visibile nello scacchiere, si è avuto però tra la fine del primo spezzone e l'inizio del secondo di una stagione tranciata a metà dal Mondiale qatariota. A beneficiare, oltre che l'intera squadra (e il cambio di marcia, seppur non immediato, si direbbe oggi ben visibile) un interprete in particolare del suo undici, chiamato a cambiare pelle: una mezzala del 4-3-3 è chiamata, in fase di possesso, ad accentrarsi e svariare, lasciando formare una doppia mediana agli altri due. Una vera e propria evoluzione in trequartista, una figura che si avvicina alla concezione spallettiana del ruolo (Perrotta e Nainggolan sono due cliché storici) e contribuisce a formare un nuovo 4-2-3-1, in cui l'ossessione per il palleggio viene relegata in favore di una maggiore ricerca di verticalità e spazi e in cui i cross sono sostituiti da filtranti. Ringraziano nello specifico Bonaventura e Barak su tutti (ora si sta aggiungendo anche Castrovilli), fanno altrettanto verso di loro i compagni di squadra per la capacità di segnare e fare assist, si veda il recente esempio dato a San Siro dall'ex Milan nel suo derby personale. Il ritorno alla vittoria in casa dell'Inter dopo 8 anni, magari, potrà far scattare un'altra domanda: qualcuno ricorda l'ultima volta che ha visto Inzaghi fare la difesa a quattro, per esempio?