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L’ANNO DI TRANSIZIONE E LE COMPLICAZIONI STRADA FACENDO: DOPO LA SALVEZZA C’È BISOGNO DI UNA PROFONDA RICOSTRUZIONE. DOMENICA ARRIVA JURIC, SARÀ LUI IL PROSSIMO ALLENATORE?
venerdì 10 luglio 2020 00:00L'opinione
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

L’ANNO DI TRANSIZIONE E LE COMPLICAZIONI STRADA FACENDO: DOPO LA SALVEZZA C’È BISOGNO DI UNA PROFONDA...

Nemmeno il match con il Cagliari ha avuto il potere di ricostruire l’autostima viola. Nel pareggio di mercoledì sera sono state nuovamente più le ombre che le luci, e non a caso il giorno dopo è stato quello utile per le analisi. In chiave tattica, certo, per un’inerzia apatica che Iachini non riesce a interrompere nel gioco e nella manovra, ma anche nel rendimento dei singoli che tranne qualche rara eccezione continua a essere insufficiente. Logico che la prima reazione possa essere quella di ridimensionare il valore collettivo della squadra, altrettanto dover sottolineare come anche le sfide interne siano diventate una sorta di tabù cronico a conferma di quanto la Fiorentina faccia fatica a imporsi. 

I numeri restano impietosi visto che delle 16 gare giocate al Franchi i viola sono stati capaci di vincerne soltanto tre volte, collezionando poi sette pareggi e sei sconfitte, e se non sono mancate le problematiche tecniche, legate alle difficoltà di Montella prima e all’infortunio di Ribery poi, resta evidente un gap di personalità che per la Fiorentina non è un problema nuovo. Anche per questo i dirigenti stanno cercando sul mercato giocatori con un buon bagaglio d’esperienza (i sondaggi per Vertonghen o Florenzi di qualche tempo fa oggi sono stati sostituiti da quelli per Mandzukic) cercando di anticipare il più possibile una finestra di mercato che s’intreccerà con la partenza della nuova stagione, a metà settembre. 

Per quella data la Fiorentina avrà già da tempo svelato il nome del suo prossimo allenatore. Cinque gare dopo la ripartenza il futuro in viola di Iachini è ormai un capitolo chiuso, anche per un atteggiamento in campo della squadra che si fa sempre più distante dal carattere del tecnico. Le urla di Ribery mentre il Cagliari chiude all’angolo la Fiorentina, mercoledì, sono lì a dimostrarlo. Che Iachini abbia dato il massimo non è in dubbio, che sia stato determinante nel far uscire la squadra delle sabbie mobili post esonero di Montella pure, ma per quello che dovrà essere un nuovo ciclo da costruire Commisso dovrà affidarsi gioco forza ad altre figure. 

In tal senso la società continua a riferire soprattutto smentite in merito all’opzione De Rossi, certamente considerata rischiosa  ma pur sempre tenuta in considerazione tanto che rumors dalla Capitale raccontano di uno staff che sarebbe già pronto, ma intanto è il calendario a offrire uno spunto. Domenica sera arriva quel Verona che nel girone d’andata, con un Amrabat incontenibile e un Di Carmine in versione gol dell’ex, regolò i viola confermandosi tra le squadre rivelazione dell’annata. Qualche mese più tardi Juric arriva al Franchi dove non mancano pure i suoi estimatori per una corsa all’Europa della sua squadra che nessuno avrebbe pronosticato. 

L’allenatore che molti considerano futuro erede del gioco di Gasperini da tempo è uno dei candidati alla guida tecnica del prossimo anno, insieme allo spagnolo Emery e agli svincolati Spalletti, Di Francesco o Giampaolo, e probabilmente di tutto il gruppo è anche quello con le migliori caratteristiche per pensare di ripartire da zero. D’altronde piaccia o meno questo finale di campionato in cerca degli ultimi punti salvezza testimonia come l’anno di transizione, il primo dopo il passaggio di proprietà, sia diventato molto più complicato per svariati motivi, non ultimo il Coronavirus. Con la conseguenza, inevitabile, che non appena sarà possibile farlo più che un mercato di rinforzo il prossimo potrebbe essere un mercato di rifondazione. 

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