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ROCCO ALLONTANA IL RESTAURO DEL FRANCHI E NON VA AL VERTICE COI MINISTERI. UNA VITTORIA: APPROVATO IL VIOLA PARK. INTANTO È BASTATA UNA SOFFERTA VITTORIA PER ELOGIARE E BLINDARE IACHINI. IL PROBLEMA ATTACCANTI COLPA DEL NON GIOCO
martedì 27 ottobre 2020 00:00L'opinione
di Enzo Bucchioni
per Firenzeviola.it

ROCCO ALLONTANA IL RESTAURO DEL FRANCHI E NON VA AL VERTICE COI MINISTERI. UNA VITTORIA: APPROVATO IL...

Cappuccino, brioches e intervista a Commisso, ormai è l’abitudine di ogni giornata che si rispetti. E anche ieri non ce la siamo fatta mancare, l’abitudine dicevo. E che dice Rocco, che dice di novo? Che il Franchi non lo restaura più, così almeno par di capire dalle sue parole. Salvo errori od omissioni. A domanda sullo stadio a Firenze ha infatti risposto così: “Le opportunità di farlo a Campo di Marte come voglio io sono scese”.

Ma come Rocco, non faccia così, non gli avevano fatto una legge quasi ad hoc? Chissà come la prenderanno Nardella & C. che forse già sapevano e infatti da qualche tempo si sono prudenzialmente allontanati dall’argomento. In attesa di editti comunali, Rocco ha fatto pure sapere che non parteciperà neppure all’incontro a Roma organizzato quasi apposta per lui con i ministeri interessati, per capire nei dettagli come e dove si potrà eventualmente intervenire sul Franchi. Domenica prossima tornerà negli Usa e anche questo è più di un segnale di un crescente disamore per la vicenda. Il Rocco che abbiamo conosciuto all’inizio dell’avventura italiana sarebbe andato a Roma con il lanciafiamme, come un De Luca qualsiasi, e invece non ci va proprio. E pensare che il sindaco lo voleva accompagnare per aprirgli tutte le porte. Quelle porte resteranno chiuse o si continuerà a lavorare per trovare una soluzione in extremis? A naso mi sembra molto dura ed era fin troppo facile intuirlo. Alle ruspe invocate da Rocco non sarà dato il via neppure con la nuova legge, il restauro parziale non fa business e quindi giustamente non interessa. Non vogliamo immaginare il terremoto politico, se dopo il fallimento dell’idea Mercafir dovesse saltare anche il Franchi che intanto va a pezzi e non ci sono i soldi per restaurarlo. Ci sarà modo di riparlarne. Ma che succederà il giorno in cui Rocco dirà ufficialmente no al Franchi? La speranza è che si possa decisamente puntare su Campi con l’intesa e l’approvazione di tutta la politica, altrimenti sarebbe un duro colpo per i progetti dello zio d’America che ha trecento milioni da investire (dice lui) per alzare il fatturato della Fiorentina. Senza stadio si vivacchierebbe, ma questa purtroppo è storia vecchia. Sull’argomento io sto con Rocco e ne abbiamo parlato mille volte. Del resto, che anche la battaglia sul Franchi fosse un’idea di retroguardia e un disperato colpo di coda non lo voglio neppure ripetere. La lungimiranza avrebbe dovuto suggerire di puntare su Campi fin dall’inizio e intanto s’è perso un anno. E Rocco è sempre più spazientito per questo e per altre cose. L’uomo ama gli applausi e non sopporta le critiche, ormai s’è capito. Non gli ripeto la storia di Berlusconi contestato dopo 29 trofei, tanto è inutile e mi dispiace tornare anche al vivacchiare.

In tema di infrastrutture una vittoria Rocco l’ha ottenuta: ieri sera il consiglio comunale di Bagno a Ripoli ha dato il via libera definitivo al centro sportivo Viola Park, un progetto meraviglioso e innovativo che può cambiare la storia della Fiorentina. Ora non resta che cominciare i lavori, previsti con l’inizio del nuovo anno. Inutile sottolineare la straordinaria rapidità burocratica del comune e quanto ha fatto il sindaco Casini per un progetto che valorizzerà l’intera area di Bagno a Ripoli, ma anche di Firenze. Se tutto andrà come promesso con il fast fast fast di Rocco i lavori dovrebbero essere completati entro il 2021. In campo invece si vivacchia ancora, caro Rocco. Se le sembra che questa Fiorentina giochi bene e non crede a quello che diciamo noi, visto che Coverciano è vicino, le potrei anche consigliare di fare qualche colloquio con degli esperti patentati, ma me ne guardo bene. Continui pure a parlarne con Joe Barone. Io però insisto perché il mio mestiere è questo e non avendo fatto parte del Club della bistecca non mi iscriverò neppure al nascente club dell’Hamburger, dove la carne si mangia in ginocchio. Evoluzione della specie.

Della vittoria con l’Udinese porto a casa i tre punti e stop. Se vincere è l’unica cosa che conta, c’è da essere felicissimi. La speranza è che questi tre punti rasserenino, rafforzino, diano modo a tutti di lavorare su un progetto di calcio diverso. Questo, diciamolo, è poca roba. L’Udinese ha perso, ma ha tirato sedici volte verso la porta viola contro cinque della Fiorentina. Possesso palla a favore dei friulani. Corner 7 a 2 per la squadra di De Paul. La smetto, non voglio dare i numeri. La squadra di Iachini ha vinto, ma il gioco non è cresciuto. Non si gioca da squadra, mancano le idee, i movimenti e non è un caso che gli attaccanti facciano certe figure. Quanti palloni giocabili ha avuto il povero Vlahovic? Che movimenti deve fare per suggerire i passaggi? Non voglio neppure entrare nelle scelte degli uomini (sempre gli stessi) o parlare della posizione di Callejon. E’ l’idea del calcio iachiniano che mi preoccupa, ma non da oggi. Voglio soltanto chiedere una cosa a Rocco, con rispetto: ha visto per caso il Verona? Al povero Juric che avrebbe dovuto essere viola, hanno venduto mezza squadra, tutti i migliori, ma con ragazzini e gente che arriva dalla serie C, ha rimesso in piedi una squadra che ha giocato meglio e costretto al pari la Juventus. Il Verona ha un’identità tattica e un copione di calcio che alla Fiorentina manca. Ma il tempo per migliorare non manca e speriamo che Iachini riesca a trovare la sua strada. Spero dia il meglio di sé per tenere la situazione sotto controllo e dar modo a Rocco di programmare il futuro e prendere un allenatore di prima fascia per la prossima stagione. Sarri o non Sarri. Ho già detto che se il presidente vuole crescere ha bisogno di un tecnico di primo livello e non voglio ripetermi. Se per lui “Iachini sta andando bene” e “non ho intenzione di mandarlo via”, però non resta che adeguarsi. Giustamente i soldi li caccia lui, ma poi non si lamenti per le critiche, che a Firenze sono dei buongustai di calcio avrebbero dovuto dirglielo. Per fortuna contro l’Udinese si è rivisto Castrovilli ai suoi livelli. Il giocatore dovrà essere accontentato prima possibile per evitare errori del passato. Chiede un ingaggio da 2 milioni, il contratto sarà allungato al 2025 per cercare in qualche modo di blindarlo. Ma, ovvio, tornare al discorso precedente: per tenere certi giocatori la Fiorentina dovrà crescere ancora in campo e in panchina. Intanto domani arriva il Padova, primo ostacolo della Coppa Italia. Gara da non prendere sottogamba, la Coppa Italia deve essere un obiettivo della Fiorentina.

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