Una rosa deprezzata: da Kean in giù, la Fiorentina vale 50 mln meno di prima
Una sfilza di frecce rosse all’ingiù. Non è il disegno di un bambino e nemmeno frutto della nostra fantasia, ma semplicemente il valore di mercato in down che riguarda praticamente tutti i calciatori della Fiorentina. La stagione in corso, disastrosa su ogni fronte, sta portando pesanti ripercussioni tanto sul campo quanto sul piano manageriale, con la rosa a disposizione di Vanoli che dall’ultima campagna trasferimenti si è svalorizzata quasi da cima a fondo. L’attuale valore di mercato della squadra viola, infatti - stando ai dati fortini da Transfermarkt -, è di 241,95 milioni di euro, totale abbassatosi drasticamente dopo quattro mesi e mezzo di campionato da ultimo posto. E dove, soprattutto, su un intero organico, solo tre giocatori hanno accresciuto il prezzo del loro cartellino: tutti gli altri, ad eccezione di cinque elementi che hanno mantenuto inalterato il proprio valore, si sono svalutati. Si tratta di ben ventidue (ventidue!) calciatori.
La porta
Non c’è reparto che scampi a questa sensibile diminuzione e si parte quindi dai pali, dove anche un monumento come De Gea è passato da valere 5 milioni di cartellino ai 3,5 attuali. Almeno in questo pacchetto, però, si parla di un solo giocatore deprezzato. Gli altri sono rimasti stabili sul loro vecchio valore (Christensen, 1,5 milioni; Lezzerini, 350mila euro) e uno (Martinelli) è lievitato appena, passando da 1,8 milioni a 2 momentanei.
La difesa
Passando alla retroguardia, inizia l’ecatombe. Tutti cartellini svalorizzati ad eccezione di uno, Kouadio, che grazie alle prime apparizioni in prima squadra è passato da 500mila euro a 2,5 milioni. Poi un continuo picco al ribasso: Comuzzo è passato dai 25 ai 23 milioni di cartellino, Pongracic dai 10 ai 7,5, Ranieri - il più deprezzato tra questi - dai 12 ai 7, Viti dai 4,5 a 4, Pablo Mari dai 3 a 2,5 mentre Kospo, complice l’impiego praticamente nullo, ha conservato gli 1,5 milioni di valore iniziale.
Il discorso non cambia se ci si sposta sulle corsie esterne, dove Dodo scende dai 24 milioni di cartellino estivo, dopo l’importante annata con Palladino, ai 18 attuali. Così come Gosens passa dagli 8 precedenti ai 6 di adesso, oppure Parisi che da 5 scende a 4,5. Peggioramento sensibile, ma in questo imputabile a cause di forza maggiore (il crack al ginocchio è stato deleterio), anche per Lamptey, valutato 11 milioni al suo arrivo in viola e ora pendente sugli 8. Spicca proprio sui laterali, però, la nota più lieta di tutte, quella del miglioramento più evidente: si tratta di Fortini, messosi in mostra agli occhi del grande pubblico dopo l’annata in B alla Juve Stabia, che ha permesso alla Fiorentina di avere in rosa un 20enne che vale ora 10 milioni di euro di cartellino (rispetto agli 8,5 precedenti).
Il centrocampo
Anche in mezzo al campo, però, l’inerzia non cambia. Fagioli, designato regista in estate da Pioli, dopo metà stagione negativa vale 14 milioni di euro a fronte dei 18 iniziali, così come Sohm è passato dai 10 milioni di valore post Parma agli 8 attuali. Male anche Nicolussi Caviglia (che però non è di proprietà della Fiorentina), decresciuto dagli 8,5 ai 7 milioni, al pari di Richardson che regredisce dai 6,5 ai 4,5. Peggiora anche Fazzini, più per i continui infortuni che per il rendimento (con Pioli era uno dei migliori), con 9 milioni di valore rispetto ai 10 di qualche mese fa. Cala pure Mandragora nonostante i cinque gol in campionato, dai 12 ai 10 milioni momentanei. Lieve down anche per Infantino, fuori squadra da tutta l’estate e in procinto di passare all’Argentinos Juniors: il suo cartellino valeva 800mila euro e ora staziona sui 500mila. L’unico a salvarsi, congelando il suo valore che non è aumentato né diminuito, è Ndour, il cui corrispettivo economico resta 5 milioni di euro.
L’attacco
Veniamo agli attaccanti, anch’essi deprezzati notevolmente. Kean, il più pagato della squadra nonché ancora il più costoso in termini di cartellino, vale 45 milioni dopo aver toccato i 50 estivi, seguito a ruota da Gudmundsson che nonostante i timidi segnali di ripresa, vale 13 milioni a fronte dei 18 precedenti. Calo anche per Piccoli, dai 20 di prima ai 18 di ora, mentre Dzeko perde appena 100mila euro (1,6 all’arrivo, 1,5 adesso). Pendenza leggermente in rosso anche per Sabiri, dagli 1,7 estivi agli 1,5 di ora, cristallizzato invece il valore di Kouamé grazie al ritorno in campo, che gli concede di restare sui 2,5 milioni di cartellino. Lo stesso accade per Braschi, praticamente inutilizzato e ancora costoso 600mila euro.
Segno rosso finale
Calcolatrice alla mano, l’organico della Fiorentina è cresciuto di 3,7 milioni di euro con i tre cartellini valorizzati, mentre sommando quelli decresciuti si arriva a 48,6 milioni di svalorizzazione. La semplice sottrazione porta al risultato di 44,9 milioni di decrescita del valore della rosa rispetto a quello precedente. Un danno economico che i viola dovranno curare migliorando i risultati sul campo e cercando di non compiere minusvalenze, eventualmente, nel mercato di gennaio.






