Squadra che vince non si cambia anche se c'è un turno infrasettimanale? Paolo Vanoli riflette e pensa a Solomon dal 1'
Cosa succede quando due diktat del calcio si trovano in collisione? Il primo è un adagio antico quanto la Colonna Traiana, "Squadra che vince non si cambia", il secondo è lo spettro del mefistofelico turno infrasettimanale - secondo e ultimo di questa Serie A - che arriva come sempre a scombinare le carte. Perché infrasettimanale chiama quasi per sillogismo turnover. Ed ecco il conflitto: confermare in blocco gli undici che hanno vinto e, per quanto possa farlo la Fiorentina edizione 2025-26, convinto domenica contro la Cremonese o dare spazio a un'ampia rotazione.
Come insegnava Aristotele, in medio stat virtus. E allora Paolo Vanoli farà un fritto misto dei due concetti, pendendo un po' più verso il primo. Toccare il meno possibile la squadra che nelle ultime tre settimane sta avendo un minimo di continuità di prestazione. Anche perché due dei giocatori che sembrano avere la spia rossa della benzina inserita, Rolando Mandragora e Fabiano Parisi, usciti entrambi nel secondo tempo di domenica, sono difficilmente sostituibili - il primo, con un Simon Sohm che pare ancora un corpo estraneo rispetto alla realtà viola, con Richardson ormai fuori squadra, avrebbe solo Hans Nicolussi Caviglia come ricambio, ma anche quest'ultimo sembra sempre più lontano causa mercato, il secondo è l'unico pseudo esterno in rosa, tolto il nuovo arrivato Manor Solomon-.
Qui quindi il primo dubbio di Vanoli: schierare subito Solomon dal primo minuto, dopo l'assaggio di Serie A del Franchi, per dar riposo a Parisi? L'israeliano ha dimostrato in carriera di dare il suo meglio da esterno alto sì, ma a sinistra (basta vedere la prestazione fatta a settembre contro l'Italia), quindi può essere l'ideale cambio di Albert Gudmundsson. A proposito dell'islandese: Vanoli l'ha tolto nel finale di Fiorentina-Cremonese - provocando il brusio di parte dei presenti - anche per preservarlo per quanto possibile per l'Olimpico.
Con la Lazio dovrebbe essere confermato coi suoi nuovi compiti, partire da sinistra per poi accentrarsi. L'unico cambio quasi certo quindi è in attacco: la prestazione di Roberto Piccoli è piaciuta molto a Paolo Vanoli, ma con la Lazio tornerà Moise Kean. Altro possibile avvicendamento dietro, a sinistra, dove Luca Ranieri (anche lui appannato nelle ultime uscite) potrebbe lasciare il posto a Robin Gosens. Si continuerà col 4-1-4-1 per quanto ha senso dare numeri a uno schieramento ibrido, con diversi giocatori arrangiati in ruoli poco consoni. Per questo il recupero di Jacopo Fazzini, da ieri in gruppo, è utile, soprattutto come arma a partita in corso.






