Solo Paratici può salvare la Fiorentina. Inchiodi i giocatori alle loro responsabilità. E parli con la forza del suo contratto: se andiamo in B, restate tutti a Firenze. Via Vanoli? Se lo chiede la squadra e ci sono alternative migliori
I giocatori ascoltano davvero solo chi rispettano. Nelle situazioni critiche aprono le orecchie se chi parla è stato uno di loro e ha vinto molto, oppure se è un allenatore o un dirigente con imprese calcistiche alle spalle. Paratici ha 19 titoli in bacheca, sono sicuro che i giocatori della Fiorentina gli concederanno attenzione. E lui sicuramente se la prenderà. Siccome sono convinto che Paratici sia l’unico che possa salvare la Fiorentina, vorrei che il senso del suo discorso fosse questo:
‘Non sono qua di passaggio. Ho un contratto per altri quattro anni e mezzo, quindi più lungo rispetto ai vostri. So riconoscere i gruppi di valore, per questo so che giocando così retrocederete in serie B. Proprio dove resterete insieme a noi, se non cambierete atteggiamento. Sappiate che il club mi ha consegnato il vostro futuro sportivo’.
Serve uno choc. Paratici ha lo spessore per entrare nello spogliatoio e lasciare il segno, la gestione di chi c’era prima ha creato questa desolazione e ora è necessaria una terapia d’urto. Il gruppo è stato impermeabile a qualsiasi tipo di sollecitazione e anche Vanoli ci ha messo del suo: grinta esasperata a parole, otto partite prima di cambiare assetto, l'illusione di una lieve ripresa, poi fragilità e troppe sostituzioni discutibili in momenti che hanno deciso la gara alla rovescia. Poco coraggio trasmesso alla squadra in situazioni in cui, invece, sarebbe servita la maturità di chi sa di essere più forte. Tremore, più che valore.
Cambiare Vanoli avrebbe un senso. Ma con chi? Il tempo è poco e sono convinto che un gruppo in crisi ascolti solo chi parla il linguaggio di chi è rispettato. Dovrebbe entrare negli spogliatoi un allenatore che ha un ascendente forte e ottiene un vincolo di partecipazione totale. Parecchi giocatori - ne sono convinto - stanno principalmente pensando di finire la stagione per trasferirsi da un’altra parte. Come ha osservato Carnasciali, sembra che scendano in campo per obbligo.
Sono oppressi e incapaci di reagire, cercano una via di fuga e si percepisce dalla quantità di errori che commettono per inerzia. Perfino chi ha usato i megafoni per parlare agli ultrà - quanti scatti social - ora sta segnando altrove: la vita è davvero migliore lontano da qui? Probabilmente la squadra un poco si lascia scivolare addosso i tormenti di Firenze ed è proprio questo cortocircuito che Paratici dovrà interrompere. Tanto vale allora che una figura forte come la sua supporti Vanoli che - bene o male - conosce già i problemi di questo gruppo. A meno che non sia proprio la squadra a chiedere il cambio in panchina e allora…
So che il calcio di oggi è molto diverso rispetto a quello di 32 anni fa, quando Mario Cecchi Gori portò in Serie B tutti o quasi i campioni di quella Fiorentina capace di retrocedere dopo un’annata pazzesca e per certi versi simile a questa. Ma è il momento di inchiodare questa squadra alle sue responsabilità e lo choc di far rispettare i contratti - senza vie di fuga - può essere un motivo per reagire. Magari Paratici ne conosce anche altri e allora farà bene a sfruttarli. Anche perché i clamorosi record negativi della Fiorentina (22 punti persi da situazioni di vantaggio, 11 reti subite nel recupero) non sono evidentemente intaccabili solo dall’allenatore, che si presenta sempre più scoraggiato in sala stampa per farci sapere che ‘manca la giusta concentrazione’. E’ davvero il momento di andare oltre, perché a rotazione la ‘giusta concentrazione’ è mancata praticamente a tutti i giocatori della Fiorentina. E i gol presi nei momenti sbagliati sono stati di tipologie diverse: da palla inattiva, in contropiede, in area, da fuori, da fallo laterale, ci manca solo la rete con un destro a giro da Marte.
Non vorrei soffermarmi troppo sulle tristezze viste nel finale contro il Torino. Quei 10 minuti sono il simbolo della paura e nel modo in cui la Fiorentina ha disposto la linea difensiva sulla punizione del 2-2 c’è tutto il senso dell’improvvisazione: sul primo palo sono rimasti Dodo e Parisi per controllare di testa Simeone e Maripan (che è alto un metro e 95). Insegnano a Coverciano che in questi casi viene schierato almeno un giocatore alto per intercettare eventuali pericoli. Sembra tutto così pazzesco che probabilmente è inutile anche parlarne. Ci affidiamo dunque a Paratici, 19 titoli vinti varranno pure un po’ di attenzione da parte di un gruppo obiettivamente indescrivibile per la sua modestia mentale.






