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"Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare"… ma prima di arrendersi sarà il caso che qualcuno provi a infonderlo a squadra e tecnicoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 00:00Copertina
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

"Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare"… ma prima di arrendersi sarà il caso che qualcuno provi a infonderlo a squadra e tecnico

“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare” diceva il Manzoni in un celeberrimo passaggio dei suoi “Promessi Sposi” ma prima di veder costretti gli uomini di Vanoli a sventolare bandiera bianca sarà il caso che qualcuno faccia un ultimo tentativo. Con la squadra, certo, ma pure con il tecnico finito sul banco degli imputati per un atteggiamento (quello necessario a salvarsi) che non è ancora riuscito a trasmettere alla squadra.

Tra valori tecnici e attacchi di panico
Qualcuno ha persino auspicato l’arrivo di uno psicologo al Viola Park che provi a lavorare sulla testa del gruppo, perché nel dibattito (apertissimo) su cosa fare in merito alla guida tecnica c’è chi punta il dito più sui calciatori che non sul tecnico. D'altronde l’allenatore può certamente incidere, ma se gli errori sono costantemente da matita rossa è anche sul semplice valore complessivo della squadra che serve riflettere. In altri termini Vanoli avrebbe potuto certamente favorire un cambio di mentalità da parte di tutti i suoi calciatori, ma se i valori sono quelli mostrati in oltre 30 partite c’è di che spostare l’obiettivo tra chi guida questa squadra dalla panchina e chi l’ha costruita.

Il peccato originale di una squadra assemblata male
Senza entrar nel merito del come e del perché la Fiorentina si sia ritrovata in questa condizione dopo che in avvio di stagione si era parlato di Champions League (ma tenendo bene a mente le varie responsabilità da sottolineare quando, come tutti si augurano, questo incubo sarà finito) il peccato originale di un gruppo assemblato male continua a riproporsi con terrificante costanza, quasi che lo spogliatoio si cullasse su certezze (e tabelle) sostenute dai vertici societari e risultando di conseguenza impermeabile a qualsiasi intervento. Degli allenatori, certo, ma pure dei dirigenti, gli stessi che vista la mala parata nel dicembre scorso si sono rivolti a Paratici per immaginare un percorso futuro diverso.

L’esperienza di Paratici cui aggrapparsi
Insomma al netto di una catena di errori praticamente ininterrotta (ultimo dei quali potrebbe persino essere stata la scelta del successore di Pioli) solo l’intervento di una figura neofita del Viola Park può sembrare salvifico, fosse solo per un approccio poco incline alle giustificazioni come quello mostrato da Paratici. In un ambito in cui errori e disattenzioni vanno in archivio senza che cambi la gestione sportiva, un po' per tutti, è l’esperienza del neo ds uno degli appigli cui affidarsi, sperando che l’ex Tottenham sappia toccare le corde giuste. Tra i calciatori ovvio, ma pure con un tecnico che con le sue recenti letture a partita in corso sta svalutando i progressi mostrati dall’inizio dell’anno fino alla vittoria di Bologna. Un successo che pareva essere il primo vero punto di svolta della stagione e che invece, a giudicare dal poker di risultati raccolti tra Cagliari, Como, Napoli e Torino (3 sconfitte e un pareggio) ha soltanto illuso tutto il mondo viola di essere già fuori dal tunnel.