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Bonaventura alla Gazzetta: "A Firenze sono cresciuto. Legato a Italiano"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2024 @fdlcom
Oggi alle 12:23Primo Piano
di Redazione FV
per Firenzeviola.it

Bonaventura alla Gazzetta: "A Firenze sono cresciuto. Legato a Italiano"

Giacomo Bonaventura ha parlato a La Gazzetta dello Sport il giorno dopo il suo addio al calcio giocato: "Sapevo di aver smesso, ma ho cominciato a ricevere chiamate da amici, dal mio procuratore e da alcune società: mi sembrava giusto farlo sapere a tutti".

Cosa fa capire a un calciatore di aver smesso?
"Quando non senti più il fuoco dentro. Quello è il momento. Inutile continuare a giocare, trascinandosi e non divertendosi più. Quando ho iniziato a sentire tutto questo ho preso la decisione".

C’è stato anche un momento in campo?
"No, lì mi sono sentito bene fino all’ultimo. Anzi, penso che potrei giocare ancora un anno o due. Allo stesso tempo però non vorrei abbassare il livello, magari giocare in una squadra che non mi sento. Preferisco così: ho tre figli, ho un bel da fare anche a casa".

Quando si è visto il miglior Jack?
"Penso il primo o il secondo anno col Milan. Sprazzi però ne ho avuti anche con Atalanta e Fiorentina. Difficile dire un periodo: magari quando sei più giovane sei più spregiudicato, anche fisicamente, ma poi con l’esperienza diventi un giocatore migliore. Io tra i 30 e i 32 anni ho sentito più sicurezza".

Una maglia con cui essere ricordato?
"Ho giocato tanto con Atalanta, Milan e Fiorentina: dirne una è difficile. Al Milan sono stato di più: sei anni, forse ci sono un po’ più legato. Anche Atalanta e Fiorentina però, a modo loro, sono state esperienze che mi hanno fatto crescere tanto".

L ’allenatore a cui è più legato?
"Italiano e Colantuono sono quelli con cui sono stato per più tempo, 3 anni ciascuno: sono quelli che mi hanno insegnato tanto, che mi hanno dato di più in termini di conoscenze. Ma ho avuto circa 20 allenatori: ho cercato di prendere le cose buone da ognuno".