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Un punticino “ino-ino” con un solo tiro in porta e poc’altro. Ma almeno stavolta i viola non incassano l’ennesima sconfittaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
domenica 8 marzo 2026, 19:30Copertina
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

Un punticino “ino-ino” con un solo tiro in porta e poc’altro. Ma almeno stavolta i viola non incassano l’ennesima sconfitta

Un punticino “ino-ino”, che è sempre meglio che perdere, certo, ma che testimonia la pochezza attuale della Fiorentina. Chi si augurava di vedere una squadra con il coltello tra i denti, e un’ulteriore motivazione dettata dal risultato della sfida salvezza tra il Lecce e la Cremonese, resta deluso dalla solita prestazione viola, ancor prima che insufficiente a vincere certamente pesante da seguire per 90 minuti.

Poco Fagioli, poca manovra
Le scorie di Udine evidentemente si fanno sentire in una Fiorentina che non si discosta più di tanto dallo spartito del Parma, tanto che i ritmi della sfida sono soprattutto nel primo tempo persino primaverili. Complice una giornata poco brillante di Fagioli la manovra viola è lenta, prevedibile, mentre là davanti l’apporto di Piccoli raramente si vede, anche solo nella difesa di un pallone che è spesso preda dei suoi marcatori, e più o meno stesso discorso riguarda Gudmundsson.

Pesa l'assenza di Kean
Vanoli dal canto suo non cambia molto, anche nel secondo tempo quando l’azione della sua squadra è un po' più continua. L’ingresso di Fabbian al posto di Mandragora, e poi quello (forse troppo ritardato) di Fazzini per Harrison, in un momento della sfida che almeno vede una Fiorentina più intraprendente ma in assenza di un riferimento come Kean i viola raramente sono pericolosi, e quando ci riescono come con Piccoli nel secondo tempo manca la cattiveria decisiva nel firmare sotto misura. La conseguenza è un finale di gara persino impaurito, almeno al cospetto delle ripartenze ducali.

I messaggi arrivati da Lecce
Eppure questa domenica vede comunque i viola guadagnare un punto sulla Cremonese e abbandonare, almeno, una posizione che oggi come oggi significherebbe retrocedere. Una consolazione minima, magrissima, ma che elude l’amarezza di sconfitte brucianti come le ultime 2 con Jagiellonia e Udinese. Un piccolissimo passo verso la salvezza, quanto meno in termini numerici, anche se vedere questa squadra provare a giocare (per arrivare una sola volta al tiro in porta con Fagioli) erode inevitabilmente gran parte delle speranze riposte su un gruppo il cui valore, atteggiamento mentale a parte, è ormai certificato da una posizione in classifica che parla chiarissimo.