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Mani di Ricci nel derby, check di 10 secondi. Open VAR: "Non ci sono dubbi, diverso da Bisseck"

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
martedì 10 marzo 2026, 15:22Serie A
10.03.2026 15:22Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il tocco di mani di Samuele Ricci nei minuti di recupero del derby vinto dal Milan sull’Inter è ovviamente il principale episodio trattato nella nuova puntata di Open Var su Dazn, con Mauro Tonolini, componente della CAN A e B. L’arbitro è Doveri, in sala VAR ci sono Abisso e Di Bello.

Negli audio trasmessi dalla trasmissione, si sente Doveri dire: “Petto, niente, niente, tutto naturale”. Il check è rapidissimo, dura dieci secondi e Doveri informa subito i giocatori in campo, rispondendo alle proteste di Francesco Pio Esposito: “Ma dove, ma sta così, sta giocando a calcio”.

Per l’AIA l’episodio è stato valutato in maniera corretta, così Tonolini: “Ci ha un po’ sorpreso quello che abbiamo letto, noi non abbiamo dubbi. È un braccio che rimane in sagoma, c’è un movimento a togliere di Ricci e, se avesse tolto il braccio, il pallone sarebbe sbattuto comunque sul suo petto. Questi episodi vanno valutati in dinamica, al rallentatore si rischia di creare dubbi che non sono opportuni”.

Tonolini replica anche a Dimarco, che nel post gara aveva suggerito la necessità di una on field review: “Assolutamente no, non c’era alcuna esigenze. La linea è sempre stata coerente? Sì, lo è sicuramente. Ricordiamo il caso di Napoli-Inter dell’anno scorso, con il tocco di mani di Dumfries. Anche in quel caso c’è un tocco di mani non punibile, perché il braccio rimane in sagoma. Anche in quel caso, senza il suo tocco il pallone sarebbe finito sul petto”.

In molti hanno ricordato il tocco di Bisseck in Inter-Lazio nel finale dello scorso campionato, che portò al rigore del 2-2 di Pedro: “Lì in realtà Bisseck andò a incrementare il proprio volume corporeo - osserva Tonolini -, senza il suo intervento il pallone sarebbe passato. Si parla di braccio in sagoma o non in sagoma. Nel caso di Ricci il movimento è congruo, naturale, e non c’è alcun tentativo di aumentare lo spazio corporeo”.

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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