La Fiorentina continua a non avvertire il pericolo della retrocessione. Sperare in un cambio radicale è impossibile, ma per la salvezza non bastano le prestazioni come quelle con Udinese e Parma. Conference: spazio ai giovani
Ci risiamo, ancora una volta. Nella giornata in cui la Fiorentina aveva a disposizione la possibilità di fare punti importantissimi per la salvezza è arrivato un pareggio: lo 0-0 contro un Parma che non ha certo messo in campo una prestazione da vita o morte al Franchi. La cosa grave è che neanche la Fiorentina è scesa in campo con il coltello tra i denti, un altro brutto segnale dopo le batoste prese contro Udinese e Jagiellonia (ko ininfluente e lo sappiamo ma che ha comunque lasciato strascichi evidenti). Dire che per la prima volta, o quasi, in stagione la squadra di Vanoli è fuori dalla zona retrocessione è una verità, ma la sensazione che ci hanno lasciato le ultime tre gare è che la Fiorentina non sia in crescita e questo è un problema non da poco. Sì, perché arrivati a questo punto la paura per una retrocessione che sarebbe, sportivamente parlando, drammatica, continua a esserci e forse è più forte che mai. La gara contro la Cremonese sarà più che fondamentale e l'obiettivo sarà uno solo, senza se e senza ma: vincere e portare a Firenze tre punti vitali, che potrebbero dare lo slancio definitivo della stagione.
La cosa che ci preoccupa ancora di più è l'atteggiamento dei giocatori. Vedendo le partite la cosa che emerge è che ancora i calciatori non avvertano il pericolo della retrocessione e questo è inaccettabile. Il compito della società, sempre che sia ancora possibile, è quello di far sì che la squadra riesca finalmente a giocare da piccola, ponendosi chiaramente l'obiettivo in testa. Difficile da fare adesso, ma fondamentale che qualcuno riesca in questa "impresa". La cosa certa è che prestazioni come quella di Udine e come quella contro il Parma non potranno bastare per fare i punti che mancano alla Fiorentina per chiudere questa stagione con la certezza di giocare anche il prossimo anno in Serie A.
La retrocessione non può essere una possibilità, questo deve essere chiaro, ma alzi la mani chi, oggi, scommetterebbe qualcosa di importante sulla salvezza di Kean e compagni. Troppe delusioni, troppo amaro in bocca lasciato da prestazioni ai limiti della decenza per potersi fidare davvero di questa squadra, ma siamo costretti a farlo. E in tutto questo non può essere tralasciata neanche la Conference League. Una coppa che abbiamo sognato di poter vincere per tre anni di fila, perdendo due finali che ci fanno ancora molto male e uscendo, l'anno scorso, in semifinale. Ecco, adesso non possiamo neanche permetterci di pensare a quello che potrebbe essere se la Fiorentina dovesse arrivare alla finale di Lipsia, perché c'è un'altra cosa, molto più importante da centrare. Per questo è giusto pensare che contro il Rakow giovedì al Franchi, e anche nela sfida di ritorno in Polonia della settimana successiva, Vanoli decida di mandare in campo tanti giovani, risparmiando chi avrà il dovere di portare la Fiorentina alla salvezza.
I viola non possono certo permettersi di perdere altri giocatori fondamentali dopo aver "accettato", e non potrebbe essere altrimenti, l'infortunio di Solomon, una pedina che sarebbe stata necessaria da poter aver a disposizione in campionato in questo momento sempre più delicato. Testa alla Cremonese, già da oggi. Inutile pensare ad altro. Perché la sfida di lunedì sera vale più di una finale. Vale una stagione e probabilmente anche il futuro della Fiorentina.






