Alla Fiorentina serve il Kean formato Italia: i numeri in azzurro sono quelli del vero Moise
Che Moise Kean fosse in ripresa dal punto di vista fisico i più attenti osservatori lo avevano già notato anche nella partita giocata la scorsa domenica contro l'Inter. 86 minuti giocati sprintando, duellando e mettendo in continua apprensione una difesa di alto livello come quella nerazzurra, con uno dei migliori difensori della nostra Serie A, Manuel Akanji, che ha faticato e non poco a contenere l'esuberanza fisica di Moise.
La partita contro l'Inter e il gol sbagliato
Poi però è arrivato l'errore sotto porta a fine primo tempo, con quella spaccata sul secondo palo effettuata con quella frazione di secondo di ritardo e l'appuntamento con il gol mancato a due passi dalla porta, su tiro cross di Brescianini. Un'immagine che si è presa la scena, perché tanto alla fine una punta la si giudica da una sola cosa, le reti che segna. E quest'anno per sfortuna della Fiorentina i gol che Kean ha realizzato non sono effettivamente poi così tanti: 9 in 32 partite stagionali, numeri quasi insignificanti di fronte alle 25 marcature dello scorso anno.
Il rendimento con l'Italia
La nazionale ieri, nel playoff vinto contro l'Irlanda del Nord, ci ha mostrato un'altra faccia della medaglia legata alla vicenda Moise Kean. Con gli azzurri infatti il classe 2000 sembra quasi trasformarsi e ritornare quel giocatore trascinante e decisivo in area che Firenze aveva ammirato sotto la gestione Palladino. Indossando la maglia dell'Italia Kean è arrivato a 12 gol messi a segno in 12 partite giocate dall'inizio, di cui 5 segnati consecutivamente nelle ultime 5 uscite della formazione allenata dal ct Gennaro Gattuso. Una statistica di continuità che non veniva raggiunta da un giocatore azzurro dal 1990 e dai gol di Totò Schillaci.
Serve l'altro Moise
Ecco che dunque torniamo sempre al solito punto, il contesto in cui un calciatore gioca incide ampiamente sulle sue prestazioni. Kean in tal senso ne è la dimostrazione concreta e diretta. È infatti innegabile come la stagione travagliata della Fiorentina di quest'anno abbia in gran parte contribuito ad affossare il livello di rendimento di una punta che invece appena lascia Firenze per giocare con l'Italia torna magicamente a performare. C'è tanto di mentale in quello che Moise non è riuscito a ripetere quest'anno in viola, anche perché l'ex Juventus stando ai numeri resta il quarto attaccante in europa per npxG (ossia gol attesi escludendo i calci di rigore), dietro a Haaland, Suarez dello Sporting Lisbona e Hary Kane. Moise le occasioni se le crea, ma poi non riesce a convertirle in gol. La speranza dunque è che questa sosta e questi playoff con l'Italia possano restituire alla Fiorentina un giocatore dall'umore rigenerato, anche perché ora la Fiorentina, rispetto ad inizio stagione, è una squadra dal contesto mentale e di campo totalmente diverso.






