C'è un Kean in Nazionale e un Kean nella Fiorentina, Minotti: "Si è gestito per il playoff"
Il dirigente ed ex calciatore Lorenzo Minotti, intervistato da Radio FirenzeViola nel corso di "Palla al centro", ha detto la sua sul gran rendimento di Moise Kean in Nazionale a dispetto di quello offerto con la Fiorentina. Queste le sue dichiarazioni: "Perdere ieri per l'Italia sarebbe stato disastroso anche perché questo era veramente un impegno facile. In condizioni normali l'Italia non avrebbe affrontato con questa tensione l'Irlanda del Nord. Gli azzurri sono stati concentrati e alla lunga le soluzioni offensive sapevamo che sarebbero arrivate. Ora la finale sarà più dura perché si giocherà in trasferta e la Bosnia ha giocatori di esperienza e talento, nonostante l'Italia sia superiore. Servirà una grande partita".
Punteresti sulla coppia Kean ed Esposito martedì sera?
"Potrebbe essere. Su Kean non ci sono dubbi, mentre il Retegui di ieri mi è sembrato molto in difficoltà fisica e impacciato nei movimenti. I cambi poi in queste gare sono fondamentali, non sarà importante solo chi parte ma anche chi subentra".
Come si fa a valutare Kean fuori dal contesto viola?
"Kean non va scoperto, soprattutto a Firenze avete imparato a capire che quando sta bene è uno che fa la differenza. La partita di ieri mi ha fatto fare un paio di riflessioni. La prima è che lui ci tenesse tantissimo al Mondiale e in queste ultime settimane si è gestito, mentre l'altra riflessione è sul modulo. A inizio anno si diceva che non segnava perché giocava a due, ma ieri ha segnato giocando in coppia. In realtà era più una questione di gol sbagliati, Kean aveva xg molto alti ma con una media realizzativa molto bassa. Se Kean fa il Kean, la Fiorentina ci mette poco a uscire dalla lotta salvezza perché fa la differenza".











