Contava solo vincere
La Fiorentina vince a Verona una partita brutta, che ai punti avrebbe probabilmente vinto l'Hellas, ma che alla fine premia la qualità del singolo, ovvero il gol segnato da Fagioli. Contava solo vincere, il resto si discuterà a fine campionato. Questi tre punti permettono ai viola di distanziare, come mai prima, la zona retrocessione. Nella settimana in cui si gioca anche il quarto di finale di Conference. Tra quella carambola del numero 44 e un inutile pari, c'è tutta la differenza del caso.
Una vittoria fondamentale
Questa vittoria era fondamentale. De Gea ha tenuto a galla la Fiorentina con almeno 3 parate da campione e una partita solida anche nelle uscite. Fagioli ha guidato come ha potuto una squadra incerottata, con assenze pesanti come Dodo e Parisi e poi ha suggellato la prestazione con un grande gol. Peccato per l'espulsione di Gudmundsson, finito nella trappola del nervosissimo Suslov e soprattutto per l'ammonizione ridicola che Guida ha sventolato in faccia allo stesso Fagioli, costringendolo a saltare il prossimo match casalingo contro la Lazio.
Un 2026 da ottavo posto
Ma contava solo vincere. Lo ribadiamo con forza perché ripartire dopo la sosta con tre punti non era semplicemente importante, era necessario. Nelle ultime 15 partite, nel 2026, la Fiorentina ha avuto un ruolino di marcia da ottavo posto, molto più in linea con quello che ci si aspettava a inizio anno. Non basta per trasformare l'angoscia della prima parte della stagione in applausi, ma probabilmente basterà per concludere la stagione con meno ansia e con la possibilità di guardare all'Europa con un piccolo grande sogno.
Come una finale
La squadra ha finito abbracciandosi al centro del campo, come se avesse vinto una finale. La prestazione è stata pessima, ma la coesione e i tre punti cancellano i 90 e passa minuti di difficoltà. Di come giocherà in futuro questa Fiorentina se ne riparlerà in estate, per ora conta solo portare a casa questo tristissimo obiettivo minimo. Il resto son discorsi e calcoli di inutili XG.






