Piccoli e una sosta maledetta. Ma contro la sua bestia nera deve tornare a brillare
Ora o mai più. Per Roberto Piccoli, quella di stasera contro la Lazio può rappresentare molto più di una semplice partita: è l’ennesima occasione da non fallire. Complice l’assenza sempre più probabile di Moise Kean, ancora alle prese con condizioni fisiche precarie e destinato a non figurare nemmeno tra i convocati, Paolo Vanoli si affiderà ancora una volta al numero 91 dal 1'. Una scelta obbligata, ma che sa anche di ultima chiamata: fiducia rinnovata, sì, ma senza più margine di errore.
Maledetta sosta
Eppure, fino a poche settimane fa, lo scenario era ben diverso. Le reti tra Cremona e Sosnowiec, unite a prestazioni in crescita e alla “quasi chiamata” in azzurro dopo il forfait di Gianluca Scamacca, avevano restituito l’immagine di un attaccante finalmente dentro il gioco, incisivo e continuo. Uno spiraglio concreto, dopo mesi complicati. Poi lo stop del campionato ha spezzato il ritmo. E alla ripresa, tra lo spezzone opaco di Verona e il nulla cosmico offerto a Londra contro il Crystal Palace, è tornata a galla la versione più fragile della punta: impacciata, lenta e prevedibile.
Uno score nerissimo
Ecco perché quella di oggi rappresenta un crocevia vero. Anche perché di fronte ci sarà proprio l’avversaria che più di tutte ha segnato - in negativo - il suo percorso: la Lazio è la squadra contro cui Piccoli ha giocato di più in carriera (10 presenze), senza però mai vincere. Il bilancio parla chiaro: tre pareggi, sette sconfitte e una sola rete, quella segnata oltre un anno fa con la maglia del Cagliari in un 2-1 che però non evitò il ko in casa ai sardi.
Obiettivo doppia cifra
Ma oggi il contesto è diverso, decisamente più pesante. La Fiorentina si gioca la salvezza e ha bisogno dei suoi gol. Tornare a segnare significherebbe salire a quota nove in stagione, avvicinare concretamente la doppia cifra e dare continuità a un rendimento che resta ancora troppo altalenante. Non solo: all’orizzonte c’è anche la possibilità di agganciare - o persino superare - le 12 reti complessive della scorsa stagione. Il tempo delle promesse è finito: questa volta serve una risposta vera, concreta, definitiva.






