Kean è un caso, ma la gestione degli ultimi giorni crea un danno a tutti. Con la giusta offerta partirà, sostituirlo però sarà molto complicato. Paratici e la società ci pensino bene
Tante voci, poche certezze e un rientro più incerto che mai: quello relativo a Moise Kean, alla Fiorentina, è diventato un vero e proprio caso. Dopo le due gare giocate a fine marzo con la maglia della Nazionale italiana, contro Irlanda del Nord e Bosnia, la sua stagione, almeno fino a oggi, sembra essere arrivata al capolinea. I 76 minuti al Bentegodi contro il Verona, dello scorso 4 aprile, sono stati gli ultimi prima dell'inizio di un periodo che ha portato soltanto a polemiche, dentro e fuori dal campo. Lasciamo da parte ciò che è successo sui social, ci interessa il giusto, e concentriamoci sulla gestione delle notizie che sono arrivate sulle sue condizioni fisiche. Diciamolo chiaramente: le settimane fatte di assenze dalla tribuna durante le partite della Fiorentina al Franchi hanno fatto rumore e la poca chiarezza non ha fatto altro che creare un danno per tutti. Per il giocatore, per la squadra, per Vanoli e per tutti gli altri, dai tifosi ai dirigenti. L'infortunio alla tibia, mai raccontato nei dettagli, è diventato ormai da tempo una fonte di polemiche e domande senza risposta, fino alla doppia seduta di terapie che secondo quanto riferito dalla Fiorentina gli hanno impedito di essere allo stadio insieme ai suoi compagni infortunati nella gara di domenica scorsa contro il Sassuolo.
Ma la domanda che ci facciamo è semplice: perché aspettare la fine della partita, dopo che tutti i tifosi e non solo avevano visto le immagini in tv degli altri indisponibili presenti al Franchi, per comunicare il motivo del suo "forfait" dalla tribuna? Sarebbe stato meglio dirlo prima del fischio d'inizio, per evitare facili retropensieri, inevitabili. Qualcuno si prenda la responsabilità di spiegarci cosa sta accadendo realmente, finendo di alimentare polemiche che non fanno bene a nessuno. Anche perché per adesso il pensiero comune è chiaro: l'avventura di Kean alla Fiorentina è arrivata alla fine e con la giusta offerta il giocatore verrà ceduto durante il prossimo mercato estivo.
Impensabile che qualcuno possa arrivare a pagare i 62 milioni di euro di clausola presenti nel contratto del classe 2000 e allora quale sarà la valutazione che Paratici farà del cartellino del centravanti? Ma il punto non è solo questo, anzi. Cedere Kean, dopo una stagione con più bassi che alti, sembra essere la soluzione che potrà accontentare tutti, ma siamo sicuri che sarà così semplice sostituirlo? La Fiorentina dovrà essere rifondata, questo è chiaro, ma qualcuno dovrà inevitabilmente restare e uno come Kean, probabilmente sarebbe uno di quelli che potrebbero fare la differenza anche con la squadra viola concentrata su obiettivi ben più nobili della salvezza.
Difficile capire adesso quale sia la cosa giusta da fare, ma Paratici non potrà fare altro che pensarci molto bene prima di cedere uno dei giocatori migliori presenti nella rosa della Fiorentina. Anche perché il nuovo allenatore, a prescindere da chi sarà, preferirebbe quantomeno avere più di un colloquio con il vice capocannoniere della Serie A della passata stagione. Tra poche settimane questa stagione tremenda arriverà finalmente al capolinea e dal 25 maggio in poi inizierà il periodo della rivoluzione: probabilmente Kean sarà tra i partenti, lo ripetiamo, ma attenzione a non sbagliare le valutazioni. Perché dopo anni senza attaccanti all'altezza l'anno scorso Firenze era tornata a esultare per i gol del suo centravanti, come nei tempi migliori, e sarà fondamentale farlo anche in futuro. Questa è una condizione imprescindibile per chi vorrà ambire ai traguardi più importanti.





