Annus horribilis: da Kean a Comuzzo, la Fiorentina vale 60 milioni in meno
Come sappiamo la Fiorentina si è imbattuta in una stagione difficile sotto tanti punti di vista, finendo per stazionare nei bassifondi della classifica dove ha schivato forse il pericolo più spaventoso e cioè la retrocessione. Questo non toglie che il club abbia subìto un ridimensionamento economico considerevole, passando dai 301,40 milioni di euro che valeva l’1 luglio dell’anno scorso ai 243,85 attuali. Una flessione di 57,55 milioni. Non poco, soprattutto a fronte delle spese sostenute in estate.
Il calo nonostante gli investimenti.
Non è un mistero che la Fiorentina abbia stanziato una cifra vicina ai 90 milioni di euro per gli acquisti d’inizio stagione, coperti in parte dalle cessioni per 30 milioni di euro e dai 30 che derivavano dal trasferimento di Nico Gonzalez alla Juventus. Quindi un passivo di 30 milioni tondi. Eppure la prova dei fatti ha dato torto alla società viola, con diversi giocatori che si sono svalutati. A iniziare dai big della scorsa annata: vedi Kean, passato da 50 a 40 milioni (a luglio vigerà comunque la clausola).
La svalutazione dei giocatori chiave.
Oppure Robin Gosens, che un anno fa valeva 8 milioni di euro e adesso 4,5. Ad agosto Pietro Comuzzo ricevette un’offerta da quasi 40 milioni di euro dall’Al-Hilal, oggi non ne vale più di 25. Lo stesso Nicolò Fagioli, secondo il noto portale di statistiche Transfermarkt, ha subìto un calo da 18 a 16 milioni. David De Gea costava 5 milioni, ora 3,5. E poi Albert Gudmundsson, pagato dalla Fiorentina 6-7 milioni in più di quanti ne vale adesso, 13. Il rischio è di privarsi di un capitale economico notevole.





