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tmw / fiorentina / L'editoriale
Fiorentina, prima la salvezza poi le grandi manovre. Il primo passo tocca alla proprietà: rilancio, rientro o gestione?TUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:05L'editoriale
di Alberto Polverosi
per Firenzeviola.it

Fiorentina, prima la salvezza poi le grandi manovre. Il primo passo tocca alla proprietà: rilancio, rientro o gestione?

La vittoria del Lecce a Pisa non complica granché il cammino della Fiorentina verso la salvezza. Tutto dipende da lunedì, alle 18,30 la Cremonese (contro la Lazio), alle 20,45 i viola (all’Olimpico contro la Roma). Nel finale della 35a giornata la squadra di Giampaolo ha un leggero vantaggio: il suo avversario, la Lazio, ha in testa un solo obiettivo, la Coppa Italia, e incontrerà l’Inter in finale il 13 maggio, facile pensare a una robusta rotazione fra le fila della squadra di Sarri. La Fiorentina, invece, giocherà su un campo dove la squadra di casa ha una motivazione forte almeno quanto quella di Vanoli, un posto in Champions League. Cosa, anzi, chi devono temere i viola è arcinoto: quel demonio di Malen. Il suo opposto rivale sarà invece un centravanti che non è un centravanti, ma un trequartista, o un esterno, o una seconda punta, Albert Gudmundsson. Non ci sarà Kean, infortunato e in permesso paternità, e non ci sarà Piccoli, la cui stagione si sta concludendo in un anonimato che fa a cazzotti con la sua valutazione (25 milioni). C’è la salvezza in palio, se la Cremonese perde diventa aritmetica (alla Fiorentina basta muovere la classifica) e a tre giornate dalla fine, per come si era messo il campionato dei viola, è un bel sospiro di sollievo.

Anche perché subito dopo la Fiorentina potrà cominciare a inquadrare e programmare il suo futuro. Con Vanoli o con un nuovo allenatore, Paratici dovrà tracciare una linea. Anzi, prima ancora del dovrà essere la proprietà, Commisso junior o sua madre oppure uno dei capi della Mediacom, a dare il segnale per il prossimo futuro: rilancio, rientro o gestione del momento? Il rilancio significa congelare quei 60 milioni di passivo che arrivano dalle ultime due sessioni di mercato, significa inoltre dotare Paratici di una somma di denaro necessaria per migliore l’organico e aumentare le ambizioni (che erano già ricche alla vigilia di questa stagione, meglio non dimenticarsene...). Dopo la proprietà entrerà in scena il direttore sportivo e quasi contemporaneamente arriverà la scelta dell’allenatore. Quindi, in ordine logico-cronologico: (1) la linea della proprietà, (2) le scelte di Paratici, (3) il nuovo allenatore (e per nuovo si intende anche Vanoli, che in questa stagione è arrivato in corsa e in una situazione disperata), (4) le scelte di mercato condivise fra diesse e tecnico.

Tutto questo però a salvezza acquisita, anche se i movimenti sono già iniziati. E la salvezza passa prima da Cremona e poi dall’Olimpico, dove Gudmundsson giocherà di nuovo al centro dell’attacco, ma non da prima punta. Contro il Sassuolo è andato a un passo dal gol più bello di questa stagione, un colpo di tacco al volo che Turati ha deviato all’ultimo istante. Forse è proprio questa che manca all’islandese, una prodezza, un gol-gioiello o magari anche solo un gol-salvezza. Kean, Piccoli e Gudmundsson sono le scelte più difficili: ne resta uno solo di tre? O due? O tutt’e tre? O nessuno dei tre? Sarà un mercato complicato per la Fiorentina e per questo è stato scelto Paratici.