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Rivoluzione Fiorentina per ora nella comunicazione (via anche la Petrillo), Viola Park e marketing. Valutazioni in ogni compartoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 15:20Copertina
di Luciana Magistrato
per Firenzeviola.it

Rivoluzione Fiorentina per ora nella comunicazione (via anche la Petrillo), Viola Park e marketing. Valutazioni in ogni comparto

Dall'arrivo di Fabio Paratici una cosa è evidente, che la Fiorentina debba essere strutturata in maniera diversa e, spesso, con uomini e figure diverse. La rivoluzione partirà ovviamente dall'allenatore e dalla squadra oltre a tutto ciò che gira intorno ad essa. Ma la dirigenza, per fare nomi, vuole aspettare ancora qualche giorno e quei punti salvezza che ancora mancano per mettere la parola fine alla stagione, con Vanoli che potrebbe anche fare mosse a sorpresa prima che le faccia la società che per ora non ha esercitato l'opzione del rinnovo nonostante "i fatti" portati e citati dal tecnico.

Intanto però il primo arrivo si è verificato nel marketing, dove Francesco Picciotto è il nuovo direttore. L'avvicendamento con l'ex Enrico Peruzzo in realtà era già ufficiosa da fine anno e dunque non strettamente e necessariamente collegata a Paratici, con la società che deve ancora ufficializzane il ruolo preciso.

Ci sarà anche un nuovo responsabile del centro sportivo, con l'arrivo (non smentito) dell'attuale direttore generale del Catanzaro Paolo Morganti, che ben conosce Fabio Paratici avendo gestito anche Vinovo e la Continassa alla Juventus. Dopo la morte di Joe Barone, che amava occuparsi di ogni aspetto e dettaglio, se ne era occupato Alessandro D'Angelico.

Nella comunicazione i cambiamenti si sono già manifestati visto che dall'ufficio stampa puro e semplice sono stati spostati ad altre mansioni Luca Di Francesco (che ora si occupa di comunicazione interna) e Matteo Dovellini, sempre nell'area comunicazione almeno fino a fine stagione ma non più a stretto contatto con la squadra e la stampa, dove al momento sono rimasti il responsabile Luca Giammarini, il più longevo, e Arturo Mastronardi Si vociferava di un nuovo ingresso, vicino al ds Paratici, che già ne cura la comunicazione dall'esterno, vedremo cosa succederà a giugno. A fine stagione intanto saluterà anche Rossella Petrillo che per anni è stato il volto sorridente ed elegante, insieme a Veronica Maffei prima e ad Elena Mannucci poi (entrambe già andate via), della Fiorentina "mediatica" e "televisiva", voluta da Joe Barone, con interviste, contenuti e trasmissioni autoprodotti. 

Le valutazioni sono in essere in ogni comparto, compreso quello degli osservatori dove al momento Paratici ha portato il solo Lorenzo Giani come capo scout mentre Roberto Goretti è rimasto come suo stretto collaboratore e Moreno Zebi, che era arrivato a luglio, per seguire i prestiti. Resta da capire cosa accadrà per figure già all'interno della società, a partire da Raffaele Rubino per citare il più conosciuto. L'allarme al momento sembra rientrato nel settore giovanile per Valentino Angeloni, ma difficile certificarlo con i campionati nazionali entrati nel vivo.

Il punto interrogativo riguarda anche professionisti di lunga data alla Fiorentina, a più a stretto contatto con la squadra e fondamentali come il responsabile medico Luca Pengue e il team manager Simone Ottaviani. Soprattutto sullo staff medico, visto che i numerosissimi infortuni che hanno condizionato anche la stagione hanno fatto sorgere qualche dubbio. Non tanto per il numero, in linea con squadre che giocano su più fronti, quanto per la gestione, i tempi di recupero o semplicemente per una comunicazione sbagliata. La società deve essere brava a capire se, con le attrezzature moderne a disposizione della Fiorentina, si può fare meglio oppure il tutto rientra nelle normali difficoltà di un responsabile sanitario di una squadra importante di serie A. Sulla valutazione del team manager viola non inciderà certo l'equivoco nato in occasione della sostituzione di Mandragora con il Sassuolo, la cui colpa non è riconducibile ad Ottaviani, arrivato a Firenze come segretario sportivo tra i più apprezzati e diventato poi team manager dopo l'addio di Alberto Marangon, nonostante qualche frizione finale con Palladino nella scorsa stagione.