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Fiorentina senza dignità umiliata a Roma: niente retrocessione, ma è tutto da rifare. L’ora della verità, Paratici deve avere mano libera. Vanoli? Molte grazie e arrivederci. La complicata gestione di Kean, che ora può diventare un problemaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:35L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

Fiorentina senza dignità umiliata a Roma: niente retrocessione, ma è tutto da rifare. L’ora della verità, Paratici deve avere mano libera. Vanoli? Molte grazie e arrivederci. La complicata gestione di Kean, che ora può diventare un problema

Quasi tutto come previsto, Fiorentina salva e umiliata a Roma contro una squadra con più motivazioni e più talento. Se Vanoli sperava in un distintivo da mettersi all’occhiello in questo finale di stagione, sono arrivate conferme alla rovescia: chiedevamo dignità, abbiamo ingoiato una disfatta. Tante grazie a Vanoli per il lavoro fatto, ma da qui in poi bisognerà cambiare prospettiva e livello. L’operazione nostalgia/sentimento sarebbe un disastro per un club che deve rivoluzionare tutto, o quasi, per cambiare passo in panchina e possibilmente gente che lo gestisce in molti settori. Emergente o no, il prossimo allenatore dovrà riportare non solo identità e orgoglio a Firenze, ma anche qualcosa che la Fiorentina ha sfiorato di striscio in questa stagione: il gioco.

Ehi sì, vorremmo vedere calciatori che magicamente vadano in campo sapendo cosa devono fare, con movimenti interpretabili dai compagni (e viceversa). E se Kone, da solo, vale almeno quattro centrocampi della Fiorentina, bisognerà anche alzare di parecchio l’asticella degli arrivi. Meno costosi, ma più presentabili. Colpi di fantasia, non sanguinosi esborsi. Paratici dovrà estrarre tutta la sua bravura da un cilindro che in partenza lo mette a confronto con un’operazione mostruosa: rinnovare una rosa squinternata che ha il settimo monte ingaggi. Rispedire altrove i 27 (ventisette) prestiti che rientreranno alla base insieme ai loro stipendi. Inserire nuove competenze all’interno di settori strategici che hanno mostrato limiti evidenti.

Eppure prima della partita il kappaò della Cremonese contro la Lazio aveva apparecchiato la salvezza viola più che virtuale a quattro giornate dalla fine, mica poco per la Fiorentina che dopo 15 sciagurate gare aveva messo insieme 6 punti. Fu da quel sottoscala - è sempre bene ricordarlo - che la coppia di dirigenti Ferrari-Goretti telefonò a Paratici in Inghilterra: te la senti di venire? Una notte di riflessione e poi la risposta: ma sì, me la sento. Contratto di quattro anni e mezzo per ridisegnarsi e qui, lo abbiamo ricordato tante volte, comincerà una seconda fase tutta da interpretare. Paratici vorrebbe cambiare tanto, quasi tutto: gli sarà concesso il potere di provarci? Sarebbe assurdo il contrario. Avendone il potere, consiglieremmo a chi ha invocato la presenza di Paratici in un momento di grande difficoltà di lasciargli la possibilità di lavorare in libertà, a tutti i livelli. E’ l’ora della verità, ora non ci sono più scuse.

Capitolo Kean, assente giustificato per motivi familiari stasera a Roma. Cerchiamo di non considerare la delusione per un’annata in cui Moise ha spesso tirato in porta con la cerbottana (comunque 8 gol in campionato e uno in Conference) per occuparci delle prospettive future. Sarò sincero: la mia impressione è che la Fiorentina esaminerà ogni tipo di offerta ben sapendo che la clausola di 62 milioni sarà lontanissima dalla quotazione reale. Sessantadue milioni: ma quando mai in Italia? E all’estero? Mah.

E questo non solo per il rendimento ridotto rispetto alla stagione con Palladino (25 gol, Kean segnava anche mentre faceva colazione), ma per la misteriosa gestione del suo infortunio. E almeno questa volta cerchiamo di non incolpare il mix comparto-medico comunicazione, perché i 75 giorni di stop in questa stagione sono figli di un problema che nasce da lontano, se è vero che nel gennaio del 2024 i medici dell’Atletico Madrid bloccarono il trasferimento di Kean dalla Juve dopo una visita che certificò dubbi sulle condizioni della tibia. A proposito della quale, Giovanni Kean (fratello di Moise) a metà aprile non si è espresso con un bollettino medico, ma quasi: ‘Moise ha la tibia messa veramente male, per recuperare del tutto dovrebbe star fermo 2-3 mesi e invece gioca con le infiltrazioni’. Ora neanche con quelle, anche se il congedo familiare è arrivato in un momento in cui sembrava che il giocatore potesse tornare in campo, se non altro per dimostrare che le sue condizioni sono gestibili.

E qui torniamo al punto: quanto potrebbe ricavare la Fiorentina da Kean, a proposito del quale un eventuale compratore vorrebbe indagare eccome, considerato anche il precedente dell’Atletico Madrid? C’è la possibilità che resti, anche in virtù di uno stipendio poco trasferibile altrove, visto che supera alla grande i 4 milioni netti? E se dovesse restare, con quale spirito vista anche l’ondata sentimentale poco favorevole che si respira nei suoi confronti, almeno da una parte dei tifosi? E se l’idea è quella di trasformare la Fiorentina in una squadra ‘giochista’, come si adatterebbe Kean che ha altre caratteristiche? E in attacco cosa fare con Piccoli, pagato più di 25 milioni e svalutato come il suo compagno di reparto?

Tanti auguri di buon lavoro a Paratici, ne avrà bisogno.