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Quale futuro per Parisi? Dalla corte di Fabregas a un infortunio che riscrive le priorità anche della FiorentinaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 10:25Copertina
di Alessandro Di Nardo
per Firenzeviola.it

Quale futuro per Parisi? Dalla corte di Fabregas a un infortunio che riscrive le priorità anche della Fiorentina

C'è un momento, al minuto trentuno di Juventus-Fiorentina, in cui il ginocchio di Fabiano Parisi fa crack e tante parabole, personali e di squadra, rischiano di cambiare: l'infortunio è di quelli pesanti e lo si capisce da subito, lui alza le mani al cielo prima ancora di aver toccato terra, i compagni capiscono subito, tant'è che già nel secondo tempo arriva una dedica speciale dopo il gol di Mandragora, a meno di un'ora dall'infortunio. Gli esami strumentali del lunedì confermano i timori: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, tempi di recupero tutti da decifrare (cinque mesi? La speranza è quella di rivederlo in campo entro fine ottobre) e una serie di dinamiche che cambiano.

E' il point break, quel minuto trentuno di Juventus-Fiorentina: perché Parisi doveva essere uno dei punti cardine della Viola che verrà, uno dei pochissimi a salvarsi (quantomeno a tratti) nell'annus horribilis che ha rivalutato tanti. Lui pure, ma a differenza dei compagni, è stato valorizzato: Paolo Vanoli ne ha intuito un'altra dimensione, quella di esterno alto a destra, solo in parte esplorata a inizio carriera con l'Avellino. Lui ha convinto tutti, anche Cesc Fabregas, che lo ha elogiato dopo l'incrocio del febbraio scorso al Sinigaglia e lo avrebbe voluto a Como; il crack del ginocchio blocca anche questa possibile operazione di mercato, ma paradossalmente pure altre trattative possono essere influenzate: su tutte i riscatti di Jack Harrison e Manor Solomon, fino all'altro ieri più no che sì, adesso il grave infortunio di uno che a oggi è a tutti gli effetti un esterno d'attacco (indisponibile quantomeno per i primi tre mesi di stagione) potrebbe spingere la Fiorentina a valutare la permanenza di uno dei due ex Premier (più l'israeliano che il mancino scuola Leeds).

E per ultimo c'è lui, Fabiano Parisi: uno stop così nel momento migliore della carriera, quando sembrava aver ripreso un filo che pareva essersi perso nei primi due anni a Firenze; le incognite sono tante soprattutto quando si parla di questo tipo di problemi fisici e a maggior ragione di questo tipo di calciatori, esplosivi e che fanno della forza motrice il loro punto di forza. Tutte riflessioni che al Viola Park dovranno fare, e proprio dal Viola Park partirà già dalle prossime settimane la risalita del numero sessantacinque, caduto proprio nel momento in cui sembrava destinato a spiccare il volo.