La grande scuola delle panchine mondiali: la Spagna ha colonizzato la Premier
Il gran valzer degli allenatori delle big europee sta mettendo i tasselli del domino al proprio posto. Xabi Alonso al Chelsea è certamente un tassello che pareva inatteso e che invece la società londinese ha scelto di mettere d'improvviso. Lo spagnolo è una scelta giusta, ponderata e diversa certamente dalle altre fatte dal club di Blue Co. Vedremo se durerà, le lezioni delle altre grandi d'Inghilterra dovrebbero insegnare qualcosa, che servono pazienza e progettualità e non solo azzardi e improvvisazione.
Certo è che quello degli allenatori spagnoli è un ciclo incredibile e inarrestabile. Prendete le grandi di Premier League: prima del suo addio, e prima che prenda altri destini, il Manchester City è nelle mani di Pep Guardiola, il più grande tecnico d'ogni tempo. L'Arsenal insegue da anni la Premier League, dall'era del francese Arsene Wenger, e lo farà probabilmente con uno spagnolo, Mikel Arteta.
Il tecnico dell'Aston Villa che andrà in Champions League e che è in finale di Europa League? Spagnolo, claro, l'uomo della seconda coppa internazionale per antonomasia, Unai Emery. E il tecnico della grande rivelazione della Premier di questa stagione? Giusto. E' Andoni Iraola, iberico allenatore del Bournemouth. Considerato che pure in Conference League c'è uno spagnolo in finale, Inigo Perez al Rayo Vallecano, e che in Champions c'è Luis Enrique al Paris Saint-Germain, pare che la grande scuola italiana delle panchine adesso non sia più la più importante del mondo.











