Perché piace il Muro Norvegese, nono a centrocampo. Ok Viery, ma nel 4-3-3 devono arrivare due laterali difensivi. Kean-Piccoli-Liberali e l’incrocio dello stesso procuratore. E su Antognoni e il Centenario...
Impareremo a scrivere anche il nome di Thorsvedt, 27 anni, possibile innesco in un ingorgo a centrocampo costoso e fragile fra investimenti cari e curiosi (Richardson) e in stallo (Fazzini) ai quali perfino Paratici da remoto a gennaio ha aggiunto del suo (Fabbian a 15 milioni, operazione per ora discutibile). In attesa di capire quanto varrà Brescianini con continuità e individuare per sfizio almeno le coordinate geografiche del disperso Sabiri.
Alla fine Mandragora è stato per uso e consumo l’affare migliore degli ultimi anni, mentre Ndour sembra in rampa di decollo e Fagioli si è comunque riciclato in un ruolo che all’inizio poco amava. Il centrocampo ha tanti protagonisti, per ora otto, ma deve essere rifondato nell’anima. E torniamo a Thorsvedt, che non è Bellingham, eppure in quella zona a bordo del suo metro e 90 sa fare (bene) molte cose: piaceva anche a gennaio _ quando Paratici probabilmente non pensava a Grosso _ e avrebbe il pregio di raggiungere un allenatore che ben lo ha impiegato in un bel reparto con Kone e Matic. La differenza è che in tre sapevano bene che cosa dovevano fare, con movimenti combinati che qui a Firenze da qualche anno ci immaginiamo solo alla play. Quindi Thorsvedt perché? E’ a Sassuolo da 4 anni e per grosso sarebbe la prima pietra della terra di mezzo, intorno alla quale tutto gira. Sufficiente per ripartire, seguendo un filo logico?
Ci saranno poi da smaltire poi parecchi esuberi e non solo a centrocampo, considerando che Paratici ha quantificato con un sorriso sbieco il numero dei giocatori sotto contratto: ‘Una sessantina’. Non si conoscono squadre forti che non abbiano un centrocampo che funzioni alla grande, un settore della squadra in cui in realtà qui a Firenze solo Ndour e Fagioli hanno davvero convinto, anche in prospettiva. In difesa è in fase di definizione il primo arrivo, un centrale brasiliano per il quale la Fiorentina pagherà una cifra record (15 milioni più bonus). Mancino e dotato di buona tecnica, viene definito come portato in fase di impostazione: merce rara in quel settore e funzionale a una linea a 4 in cui gli esterni bassi abbiano caratteristiche diverse rispetto a quelle di Dodo e Gosens. Quindi, capacità specifiche in chiusura e rapidità di scelta per ricomporre il settore nel caso in cui (come dovrebbe succedere) uno dei due centrali partecipi alla costruzione, perfino sganciandosi.
Nel frattempo a Firenze ci si prepara al Centenario e anche ieri Antognoni ha ribadito che vuole sentirsi ‘a posto con la sua coscienza’. Mi sono permesso tempo fa di suggerire una soluzione diplomatica per ammobidire la tensione, con l’intervento diretto di Paratici che 5 anni fa non è stato protagonista dello strappo con l’Unico 10. Vedremo, i margini di manovra sono pochi ma certamente non è stata una mossa indimenticabile quella di invitare il Capitano attraverso una mail. Qui si parla della Storia della Fiorentina (esse maiusola) e gli ultimi anni di freddezza, peraltro dopo una causa legale, avrebbero potuto suggerire un approccio diverso. Più chiaramente: se la Fiorentina avesse contattato personalmente Antognoni, con un telefonata o meglio ancora attraverso un incontro, avrebbe compiuto un’operazione saggia.La convocazione virtuale prestampata lascia invece molti dubbi, in termini di diplomazia.
Allarghiamo il campo: negli ultimi sette anni la società ha intrapreso un percorso fatto di scelte spesso radicali, alcune apprezzate, altre fortemente contestate. Decisioni che, al di là del loro valore tecnico o gestionale, hanno avuto un effetto evidente: alimentare distanze persino tra gli stessi sostenitori, molti dei quali finiti su posizioni opposte nel difendere o criticare l'operato del club. E quando una società diventa motivo di divisione anziché di appartenenza, significa che qualcosa rischia di incrinarsi ben oltre i risultati del campo. Già, il campo. Perché nel calcio esiste una regola non scritta: vincere non cancella tutti gli errori, ma aiuta a renderli più sopportabili. In questo caso, però, nemmeno i risultati sono arrivati a fare da collante.
Chiusura sugli incroci di mercato: come molti altri club la Fiorentina per il settore ‘salto dell’uomo’ ha messo gli occhi sul talentino Liberali (Catanzaro), che è gestito dal procuratore Lucci. Lo stesso che fra l’altro cura gli interessi di Kean e Piccoli. Cercasi giocatori dotati di fantasia e allora stai a vedere che dal giro potrà uscire qualcosa di interessante. Ci aspettiamo molte sorprese da Paratici.


