Forse non è la 'banda del 15° posto': i primi gol ufficiali tutti di chi c'era un anno fa
Squadra e stagione nuove, vita vecchia. Sembra essere questo ciò che ha mosso la Fiorentina nella sua prima, caldissima - tra tifo e, purtroppo, ancora meteo - uscita ufficiale del 2026/27, il rotondo 4-1 al Benevento con cui Grosso e i suoi ragazzi hanno staccato il pass per i sedicesimi di finale di Coppa Italia, che sarà contro la vincente del derby toscano tra Pisa ed Empoli.
La 'banda del 15° posto'
Tornando però al tema centrale, i primi quattro gol della Fiorentina 2026/27, quella rivoluzionata quasi da capo a piedi sul calciomercato, portano tutti la firma di giocatori che erano presenti anche nella sciagurata, scorsa stagione. Quella degli incubi. La ‘banda del 15° posto’, come ha poco ribattezzato qualcuno il gruppo della Fiorentina 2025/26, è stata troppo brutta per essere vera e due sere fa ne abbiamo avuto la riprova.
Gud e Kean, Ranieri, Ndour
Abbiamo visto il gol di Gudmundsson dopo un giro d’orologio, quasi a voler scacciare le insistenti voci di mercato che aleggiano su di lui ormai da inizio sessione; il bis firmato Kean, sul quale persistono i collegamenti con il Como ma chiamato nel dubbio a riproporsi come riferimento assoluto dell’attacco, anche alla luce dei 5 milioni di euro netti che percepisce; il segnale precoce di Ranieri, che parte tra le solite critiche e i mugugni, pronto a ribaltare i pronostici sempre poco generosi nei suoi confronti; infine il poker di Ndour, la cui continua crescita è stata l’unica vera nota lieta della passata stagione e che ci ha tenuto a lanciare un messaggio, a ricordare urlando: ‘Ci sono anche io, non dimenticatevelo’.
Quel segnale per Paratici
Il grande lavoro tra entrate e uscite di Paratici è in corso e continua, ma un ottimo dato che può trarre il DS dall’esordio è che gli autori della disastrosa stagione scorsa rimasti in rosa abbiano tutta l’intenzione di chiarire, rispondendo con i fatti, che è stato tutto un lungo giro a vuoto. D'altronde, erano tutti e quattro presenti anche l'anno prima, quando la Fiorentina si classificava sesta, il miglior piazzamento in campionato dell'era Commisso. Al netto di due settimane ancora di calciomercato, la rivoluzione può attendere. Perlomeno lo ha fatto stavolta.


