Joao Mario si presenta: "Certo di poter dimostrare il mio valore. Grosso ha idee ideali per noi"
Giorno di presentazioni al Viola Park. Presso il media center del centro sportivo della Fiorentina, oggi ha preso parte alla sua prima conferenza in maglia viola il terzino destro portoghese Joao Mario, arrivato in prestito dalla Juventus poche settimane fa. Ecco le sue parole nel consueto LIVE a cura di Firenzeviola.it:
Cosa non ha funzionato nelle sue precedenti esperienze, soprattutto alla Juventus?
"L'anno scorso sono arrivato alla Juventus in un calcio differente, al quale non ero abituato. Mi sono dovuto adattare ad un nuovo Paese, a una nuova lingua. La verità è che ho sempre cercato di dare il meglio. Nel calcio ci sono tanti fattori che condizionano le cose. Non ho giocato i minuti che volevo ed è per questo che ho deciso di passare al Bologna e lì le cose sono decisamente migliorate: è stata una scommessa vinta per me. Essere alla Fiorentina per me è un onore. Voglio dimostrare quanto valgo".
Intanto ci dice come sta?
"Sono uscito all'intervallo perché ho sentito un dolore e sono uscito per prevenzione. Sto già recuperando e voglio essere pronto per la prossima partita".
Ha fatto qualche patto con qualche giocatore offensivo per gli assist?
"No, non ho fatto nessun fatto per ora. La squadra però ha un gioco molto offensivo e penso che riuscirò a mettermi a disposizione. Io posso fare sia gol che assist. Sono convinto di poter far bene".
In cosa le è servito questo primo impatto nel calcio italiano?
"Uscire dalla confort zone è stato importante. Ho imparato tanto sul calcio italiano, che è un calcio più tattico e fisico. Posso miglioare molto in questo campionato e farò di tutto per poter crescere e dare il massimo per la Fiorentina dato che sono qui per questo".
In cosa si differenzia il calcio portoghese da quello italiano?
"Qui ci sono giocatori di altissimo livello. Per me essere qui è una sfida quotidiana. In questo senso il campionato mi può aiutare molto"
Che idea si è fatto della Fiorentina che sta nascendo?
"La Fiorentina è una squadra che è partita forte e che ha un progetto che mi è subito piaciuto moltissimo. Per me c'è tanto entusiasmo alla base di questa avventura. Dovremo fare il nostro massimo per arrivare a fine stagione ed essere felici e ottenere grandi risultati".
Il ritorno in Nazionale può essere un suo obiettivo?
"Sì assolutamente, è una mia ambizione. Chiaramente farò sempre di tutto per raggiungere questo obiettivo".
Quanto pensa di essere mgiliorato sotto l'aspetto difensivo da quando è qui?
"Io cerco di migliorare tutti i giorni e anche nell'anno che ho passato qui ho fatto progressi. Ma spero di continuare a farlo sotto questo aspetto".
Cosa vi chiede il mister sotto l'aspetto difensivo?
"Il mister è giovane, ha idee nuove e ama giocare a calcio. Vuole un calcio offensivo, una squadra intensa, con un buon livello di calcio. Per cui è qualcosa di molto attraente per me mettermi a sua disposizione. Penso che possa essere una buona stagione. Credo che Grosso sia un tecnico con uno stile di gioco ideale per la nostra squadra".
Nella sfida con il Benevento che indicazioli specifiche le sono arrivate?
"Come si è visto venerdì, il mister non mi ha dato indicazioni specifiche su dove stare: quello è il nostro stile di gioco. Ci deve essere sempre equilibrio in campo. Magari alcune volte salirò di più in attacco con l'altro terzino più basso. Ma non c'è una regola fissa".
Come vive la concorrenza con Jimenez?
"Alex è un ottimo giocatore, con qualità. E questo è molto positivo per la squadra. Per miglioare e superare giorno dopo giorno le difficoltà. Io posso giocare sia alto che basso sia a destra che a sinistra ma anche come esterno alto. Ho già parlato di questo col mister, me lo ha chiesto. In passato ho fatto anche questi ruoli".
Lei ha accettato la Fiorentina in un momento in cui c'erano già altri 3 terzini destri: cosa l'ha convinta?
"Il direttore Paratici e il mister mi hanno subito parlato del progetto e mi è piaciuto. Questo mi ha convinto a venire. Qui ci sono giocatori di qualità e questo è un motivo di orgoglio perché la competitività è alta. Il mio futuro? Si vedrà, visto che sono arrivato qui solo in prestito: per ora penso a far bene, poi vedremo".


