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La sfiducia di Grosso, le coccole di Vanoli: una settimana che ha cambiato la Fiorentina. Pellegrino-Beto, l'argentino lancia segnali. Dodò e il dazio di un'estate a pensare al mercatoTUTTOmercatoWEB
ieri alle 23:30L'editoriale
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

La sfiducia di Grosso, le coccole di Vanoli: una settimana che ha cambiato la Fiorentina. Pellegrino-Beto, l'argentino lancia segnali. Dodò e il dazio di un'estate a pensare al mercato

I viola trovano i primi tre punti dell'anno con una prestazione convincente a Venezia, ma soprattutto mettono in campo tutt'altro atteggiamento dopo il cambio di allenatore.

Due concetti, due visioni se non opposte certamente lontane. Il primo, rilanciato dal ds Paratici nell'intervista pre-partita a Venezia, sulla sfiducia nella squadra comunicata da Fabio Grosso. Il secondo, sottolineato da un sorridente Vanoli (istantanea inedita) dopo il 4-2 al Venezia, relativo a una squadra che “stuzzica”. Senza contare quel riferimento a “coccolare il talento” che il tecnico spiega in sala stampa. Quattro giorni non possono bastare a spiegare un cambiamento del genere, la settimana vissuta dalla Fiorentina che ha cambiato guida tecnica però è tutta lì, nei due approcci opposti messi in pratica dai due allenatori.

Prestazione da squadra

Ma più che i resoconti dei protagonisti in viola è la prestazione al Penzo a certificare come uno dei problemi principali della Fiorentina di Grosso fosse l'assoluta mancanza di sintonia. Tra il neo tecnico, entrato evidentemente male nello spogliatoio, e i calciatori. Ora che la Fiorentina ha voltato pagina tornare su cosa non ha funzionato nella brevissima esperienza dell'allenatore a Firenze racchiude ormai relativa importanza, certo ribadisce come e quanto sia poi i giocatori a decidere spesso i destini di un tecnico, ma è chiaro come il gruppo avesse assorbito lo scetticismo di chi avrebbe dovuto guidarlo e come, al contrario, abbia voluto recepire il richiamo immediato di Vanoli.

4 gol per sbloccarsi e una fase difensiva da registrare

In questo il nuovo allenatore ha subito riportato al centro il valore del collettivo, il sapersi mettere a disposizione del compagno, toccando le corde giuste e incassando altrettante risposte positive. Un elettroshock che ha subito funzionato, con molto anticipo su quanto avvenuto nella precedente esperienza. I 4 gol di venerdì sera sbloccano una squadra che aveva solo fatto intravedere qualità, e che ieri invece ha spiegato perché i giudizi nella prima parte del mercato portato avanti da Paratici non potevano che essere positivi. Certo, ancora c'è da lavorare soprattutto in difesa, lo dicono i numeri, ma intanto i viola sono tornati in carreggiata.

Le rivincite dei nuovi e i segnali di Pellegrino

Adesso si tratta di continuare su questa strada per almeno un'altra settimana, quella necessaria ad arrivare alla sfida con il Napoli. L'atteggiamento messo in campo a Venezia è il punto di partenza per affrontare tutt'altro avversario rispetto ai lagunari, però Vanoli sembra poter già contare su quei nuovi che invece Grosso aveva snobbato. Detto che Mastantuono, di fatto, si era già messo in mostra a prescindere dai risultati, le prestazioni di Jimenez o Dragusin testimoniano l'immediata ripresa di qualche volto nuovo a fronte dell'arrivo di un secondo allenatore, e stesso dicasi per quel Pellegrino che con il secondo centro consecutivo ha chiarito che le gerarchie offensive, quelle viste alla prima di Vanoli sulla panchina viola, potrebbero cambiare in fretta e a prescindere dalle diverse caratteristiche tecniche rispetto a Beto.

Dodò caso a parte

Diverso il discorso per Dodò, che la società fa sapere non essere fuori rosa, ma certamente indietro. Fisicamente, forse, molto più probabilmente a livello mentale. La panchina di ieri sera ha buttato acqua sul fuoco di eventuali esclusioni figlie di un rinnovo sempre sospeso, un'ipotesi comunque credibile, di fatto Vanoli ha semplicemente fatto altre scelte. Anche perché, dopo un'estate trascorsa a pensarsi altrove, il brasiliano deve recuperare terreno nel corso degli allenamenti per guadagnarsi spazio, facendo quel che evidentemente non è riuscito a fare da giugno in poi. Quando era soprattutto in attesa di chiamate del procuratore. Chissà che tra un post social e l'altro, visto che è sempre molto attivo, non decida di rimettersi pancia a terra per convincere Vanoli, o per presentarsi con più pretendenti alla porta nel prossimo mercato di gennaio.

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