5 giorni per mixare la qualità a centrocampo e prepararsi al clima di Marassi
Tommaso Loreto
A parlare di una poltrona per due c'è chi ha già avviato il conto alla rovescia e chi, sotto sotto, mente. Ma girando al largo dalle tradizioni destinate ad arrivare solo con un brusco cambio di stagione (sempre che esistano ancora) è indubbio come dei vari reparti a disposizione di Vanoli quello mediano sia il più complicato da amalgamare. Un reparto sul quale, per inciso, si erano addensati alcuni dubbi di mercato come minimo legati a un numero forse troppo ridotto, ma più in generale nel quale ancora la quadra non è stata trovata.
Una poltrona per due
Di certo nell'attesa per la ripresa del campionato il tema sul centrocampo è destinato a restare aperto, che Vanoli decida di continuare a tre o di scendere a due rilanciando un trequarti a ridosso della punta, rigorosamente da scegliersi tra il rientrante Beto e Pellegrino che lavora sodo ormai da due settimane al Viola Park. Sotto questo profilo, quello del modulo, le condizioni di Atta, ma pure di Gonçalves, saranno decisive nell'allestimento dei titolari di Vanoli, ferma restando la necessità di trovare una sintesi nella coesistenza tra Oulai e Fagioli.
A Marassi con il coltello tra i denti
In un quadro del genere andranno poi gestite anche le caratteristiche di Ndour e Brescianini, comunque utili in una gara muscolare come si preannuncia quella di Genova. De Rossi e i suoi preparano una sfida quasi da ultima spiaggia, almeno per il tecnico, e di certo l'ambiente metterà del suo per rendere ancora più incandescente un clima storicamente difficile a Marassi. Insomma al netto della tanta qualità sulla quale può contare il tecnico alla Fiorentina servirà mettere in campo anche quello stesso carattere che prima dello stop al campionato aveva consentito ai viola di riprendere il Napoli e cercare il colpo del k.o. nel finale di gara.


