Vanoli: "Mastantuono? Se non gioca non capisce il nostro calcio. Serviva più pazienza dopo il 2-1"
Redazione FV
Paolo Vanoli, tecnico della Fiorentina, dopo il ko contro il Genoa si è presentato in conferenza stampa dalla pancia di Marassi. Questo il suo commento alla gara:
Da cosa nasce la prima parte molto complicata?
"Abbiamo sbagliato completamente l'approccio. Dobbiamo diventare ancora squadra, e lo si diventa anche capendo la situazione in cui si va a giocare. Nel primo tempo abbiamo fatto piano quello che volevamo fare. Poi gli errori individuali ci hanno portato sotto di due gol. Dobbiamo guardare le cose positive: abbiamo avuto un'ottima reazione nel secondo tempo. Quando abbiamo segnato, dovevamo essere un po' più lucidi e pazienti nel far girare la palla. Siamo una squadra giovane che deve capire anche questo".
Squadra zavorrata dal lavoro?
"Quando lavori, lo fai in prospettiva futura. Sarebbe però un alibi. Io penso che sia stato sbagliato l'approccio. Tanti ragazzi dovevano capire la situazione del Genoa e mi prendo io la responsabilità. Abbiamo preso questo schiaffo e deve essere uno schiaffo di salute, perché siamo giovani. Questa squadra reagisce, ha qualità, ma non si deve innervosire. C'è il fatto, però, che dobbiamo prendere meno gol".
Squadra troppo "pulita", che deve diventare più "sporca e cattiva"? E le prestazioni di Beto e Oulai?
"Non bisogna guardare i singoli. Per costruire una mentalità, anche l'anno scorso c'è voluto tempo. Bisogna capire dagli errori, ma questa squadra capisce anche in fretta. Quando abbiamo fatto i tre risultati positivi, ho detto di non illudersi. Questo è un 'basso' d'approccio, ma i ragazzi sono giovani e hanno voglia di fare qualcosa di importante. Io devo essere bravo a trasmettergli la mentalità. Oggi non abbiamo capito cos'era il Genoa e cos'è Genova".
Perché Njie non è partito dall'inizio?
"A volte la partita la prepari pensando anche alle cinque sostituzioni ed era l'unico attaccante capace di aggredire la profondità. Gnonto ha fatto una buona partita. Quei 30 minuti sono stati una situazione collettiva. Dobbiamo lavorare tanto".
Come mai Pongracic oggi è la quarta scelta?
"Non è mai stata una quarta scelta. È rientrato da un Mondiale, abbiamo parlato, ha fatto fatica e in queste settimane si sperava rimanesse a casa. È andato in Nazionale e ho messo i giocatori che sono rimasti con me. Posso dire che Viery, quando è entrato, ha fatto bene".
Mastantuono?
"Penso che ci siano giocatori come lui che debbano capire il calcio italiano. Ma se non li fai giocare, non lo capiscono. Se guardiamo i giocatori che l'anno scorso sono cresciuti con me, sono passati attraverso esperienze importanti".


