Jimenez, inizio di stagione tra gioie e dolori. Ma con Vanoli sempre decisivo
Luciana Magistrato
A Genova il gol della Fiorentina che aveva riaperto la gara e dato speranze di rimonta (il secondo - di Gnonto -in realtà era arrivato ma annullato) è un'autorete di Vasquez. A provocarla un tiro di Alex Jimenez che in questo inizio di stagione ha fatto vedere qualità in fase offensiva ma qualche limite a difendere.
Numeri già buoni in fase di spinta
Il terzino destro della Fiorentina, che la dirigenza ha preso dal Bournemouth in prestito con un diritto di riscatto a 20 milioni a giugno, ha finora giocato 6 gare, 5 in campionato e una in Coppa Italia (18' con il Pisa) per un totale di 390 minuti. In particolare nelle ultime tre gare, con Vanoli in panchina, ha giocato sempre titolare dando così la sensazione di aver scalato le gerarchie su Joao Mario e sul pur redivivo Dodo (si è rivisto proprio a Genova, dopo le gare con Roma e Benevento in avvio di stagione). Lo spagnolo proprio da quando c'è Vanoli ha messo a segno l'importantissimo gol che è valso il pareggio con il Napoli e tre assist, con il Venezia per Mastantuono, per Gonçalves in Coppa e a Genova (l'autogol provocato viene considerato assist). Insomma Jimenez ha messo la firma in tutte le quattro partite col nuovo allenatore, segnale che Vanoli ha saputo toccare le corde giuste ed esaltare le qualità tecniche del giocatore.
Negativo però in difesa
Le considerazioni positive in fase di spinta su Jimenez cambiano però quando si tratta di giudicarlo come difensore, visto che è andato in sofferenza diverse volte anche con lo stesso Genoa. E a giustificarlo non basta dire che il giocatore non è certo aiutato da Mastantuono (ma non è quello il suo mestiere) né dal centrocampista di turno che dalla sua parte di solito è Ndour. Insomma su questo il giocatore deve lavorare ancora molto e vista la sua giovane età può crescere sotto tutti i punti di vista.


