L'unico appiglio resta il tempo. Corriere Fiorentino: "Si rischia un'altra lotta salvezza"
Redazione FV
La sconfitta contro il Como ha evidenziato ancora una volta le fragilità della Fiorentina, secondo Ernesto Poesio, che nel suo fondo sul Corriere Fiorentino sottolinea come, almeno inizialmente, l'approccio alla gara fosse stato quello giusto: "Se nella prima mezzora la Fiorentina fosse passata in vantaggio nessuno avrebbe avuto nulla da ridire". È bastato però un episodio, con il fallo non fischiato in occasione del primo gol comasco, per far crollare le certezze viola e provocare "quel terribile uno-due che ha tagliato le gambe ai viola". Per Poesio, il problema è soprattutto mentale e difensivo: "Il dato dei 17 reti subiti in sole 7 partite dovrebbe allarmare di più dei miseri 4 punti" raccolti finora. Una zavorra pesante, considerando anche le difficoltà offensive, con gli ultimi tre gol arrivati grazie a deviazioni fortunate o a una mischia. Il confronto con la passata stagione è preoccupante: alla settima giornata i viola avevano subito dieci reti, quasi la metà rispetto a oggi. Da qui il timore che "anche in questa stagione l'obiettivo finisca per essere la salvezza il prima possibile e quella quota 40 punti che mette al riparo da brutte sorprese".
L'editorialista riconosce che il campionato è ancora lungo e che la Fiorentina dovrebbe avere risorse superiori a quelle di molte concorrenti nella lotta per non retrocedere, ma avverte sui rischi legati alla paura e alla mancanza di fiducia. Poesio richiama anche le parole di Vanoli, tornato a ribadire che "la squadra è giovane, va dato tempo", una linea che però si scontra con i circa 130 milioni di euro investiti sul mercato dal direttore sportivo Paratici e con l'esonero, dopo appena tre giornate, dell'allenatore scelto per guidare la ricostruzione. Un progetto del quale, osserva il giornalista, "si stenta per ora a vedere le fondamenta". Il tempo resta comunque l'unico appiglio per i tifosi, nella speranza che il gruppo riesca finalmente a consolidarsi, a superare le prime difficoltà e a conquistare punti sempre più urgenti. Perché la squadra deve evitare di "sciogliersi come neve al sole davanti alle prime difficoltà" e impedire che la situazione diventi "ingovernabile anche per un timoniere esperto come Vanoli".


