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La prima sfida ad Aquilani, il prescelto di Barone che sogna di allenare la Fiorentina

autore
Pietro Lazzerini
per Firenzeviola.it
Oggi alle 07:00Primo Piano
autore Pietro Lazzerini
02.11.2026 07:00Primo Piano
Alberto Aquilani poteva diventare l'allenatore della Fiorentina nel 2024, ma dopo la morte di Barone la scelta ricadde su Palladino
www.imagephotoagency.it
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Erano gli ultimi giorni di inverno del 2024 quando la Fiorentina si stava già guardando intorno in vista di un cambio ormai certo sulla panchina viola. Si parlava già della sostituzione di Vincenzo Italiano, che nonostante la corsa che poi avrebbe portato la Fiorentina a giocare la terza finale del suo ciclo, quella di Conference persa contro l'Olympiacos, aveva già deciso di dire addio al club di Commisso. Joe Barone, allora direttore generale viola aveva in testa un solo nome: Alberto Aquilani, ovvero il tecnico che per anni aveva guidato la Primavera prima di iniziare la carriera da professionista nel Pisa. Una scelta che sarebbe stata sicuramente azzardata e che avrebbe acceso non poche polemiche, ma che era nella testa del dirigente già da tempo. Poi, il 17 marzo, a Bergamo, lo stesso Barone ebbe un malore e dopo due giorni morì a Milano, lasciando nello sconforto Rocco Commisso e tutto il mondo viola. E anche il destino di Aquilani prese un'altra piega. 

Pradè scelse Palladino

Daniele Pradè infatti, subentrato nella gestione tecnico sportiva, pur stimando Aquilani, che aveva portato anni prima alla corte di Montella proprio nella Fiorentina, aveva altri piani. Alla fine della stagione Italiano lasciò i viola come da copione, ma la scelta per il nuovo allenatore non ricadde sull'ex centrocampista, ma bensì su Raffaele Palladino. Aquilani terminò tra luci ed ombre la propria esperienza all'ombra della Torre di Pisa, prima di trovarsi per un anno a guardare gli altri in attesa della chiamata giusta, poi arrivata per mano del Catanzaro. Oggi, lo stesso Aquilani è alla guida di un Sassuolo che ha dovuto voltare pagina dopo l'addio di Carnevali, dirigente passato alla Juventus. Il classe '84, in un ambiente sereno e dove poter costruire tramite le proprie idee di calcio, sta mostrando ancora una volta quelle qualità che Barone aveva intravisto anni prima e stasera si troverà per la prima volta a sfidare la 'sua' Fiorentina.

Oggi sfidanti, domani chissà

Il suo nome era stato tra quelli papabili anche la scorsa primavera, quando Paratici stava decidendo cosa fare della panchina viola dopo l'interruzione del rapporto con Vanoli. In tanti tra i tifosi viola caldeggiavano il suo nome dopo l'ottimo lavoro svolto in Calabria con il Catanzaro, ma poi la scelta ricadde su Grosso e da lì sappiamo come è andata. Un'altra volta la porta della prima squadra della Fiorentina si è chiusa ancora prima che Aquilani potesse sbirciarci dentro. L'allenatore romano però, fin dai tempi della primavera, sogna di poter tornare a guidare la Fiorentina, questa volta però direttamente dalla panchina del Franchi. E magari un giorno quel pensiero visionario del compianto Barone potrebbe davvero diventare realtà. Oggi sfidanti, domani chissà. 

per Firenzeviola.it

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