Mastantuono al centro di Fiorentina-Juventus: l'argentino avrebbe potuto giocarla in bianconero, ecco com'è andata in estate
Alessandro Di Nardo
Per la legge coniata dal fisico Hugh Everett nel 1957 esiste un universo in cui Franco Mastantuono stasera giocherà Fiorentina-Juventus in maglia bianconera. Perché tornando alla scorsa estate, metà luglio, la suggestione era arrivata anche alla Juve: alla disperata ricerca di talento offensivo a basso costo causa esclusione dalla Champions, il club dell'Ad Giovanni Carnevali aveva sondato la pista col Real Madrid di Florentino Perez, notando un'apertura per un affare che si sarebbe chiuso con la stessa formula poi utilizzata dai viola, prestito secco.
Incrocio di mercato
A entrare a gamba tesa sull'inizio della trattativa un vecchio amico della vecchia Signora, Fabio Paratici: aveva detto di aver parlato in precedenza con Giuseppe Commisso spiegando il suo metodo di lavoro, va bene rinforzare la rosa nei punti strategici ma se c'è della qualità sopraffina a portata di mano va attaccata, il mercato è fatto anche di occasioni che non pensavi potessero fare al caso tuo. E così, in corrispondenza dell'amichevole austriaca col Real Madrid (1 agosto scorso) l'affare si è definito, anche grazie al decisivo assist di José Mourinho: è stato lo Special One a consigliare al talento classe 2007 di andare in Italia, ma sarebbe stato sempre lo stesso portoghese a sussurrargli all'orecchio Firenze come destinazione ideale: perché Mastantuono rimane un patrimonio dei blancos, che vogliono vederlo giocare con continuità, e quindi per questo, per gli spazi che poteva trovare, Fiorentina maggiore di Juventus.
Il precedente
Stasera incontrerà per la prima volta in Serie A quella che poteva essere la sua nuova pelle. In Serie A, appunto, perché Franco da Azul la Juventus l'ha già incrociata, poco più di un anno fa: ottobre 2025, League Phase di Champions, era ancora la Juve di Igor Tudor, che al Bernabeu aveva capitolato solo al 60' (quando era arrivato l'1-0 decisivo di Jude Bellingham). Per Mastantuono spiccioli di gara (era subentrato all'83') e poco da segnalare. Tredici mesi dopo, tutto è cambiato: c'è un Mastantuono più maturo, non c'è l'impressionante Bernabeu a fare da contesto alla serata ma un più diroccato (sebbene accesissimo, per quanto possibile) stadio Franchi, c'è una squadra che pende completamente dal piede mancino del suo numero trenta, faro offensivo indiscusso. E c'è un primo gol in casa da trovare, nella notte più importante da quando veste il viola.


