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PALLADINO E LE ASPETTATIVE DA METTERE IN CONTO. PER ZANIOLO UN PRESTITO ONEROSO O L’INSERIMENTO DI AMRABAT NELLA TRATTATIVA, POBEGA E VRANCKX SPOSTANO IL MERCATO A CENTROCAMPO. JACK E CASTRO DA TENERETUTTO mercato WEB
martedì 18 giugno 2024, 10:10L'editoriale
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

PALLADINO E LE ASPETTATIVE DA METTERE IN CONTO. PER ZANIOLO UN PRESTITO ONEROSO O L’INSERIMENTO DI AMRABAT NELLA TRATTATIVA, POBEGA E VRANCKX SPOSTANO IL MERCATO A CENTROCAMPO. JACK E CASTRO DA TENERE

Tempi duri per i sognatori, ma in fondo mancano ancora tre giorni (pure sul calendario) prima di ritrovarsi nel bel mezzo dell’estate, e per alimentare determinate aspirazioni serve gioco forza continuare ad aspettare. Ci sarà tempo per i sogni di mezza estate. Certo, chi si aspettava subito fuochi d’artificio dopo le rassicurazioni in termini di ambizioni sarà rimasto deluso, ma l’attendismo dei viola rientra in una fase comune di sondaggi e valutazioni, e d’altronde il mercato estivo entrerà nel vivo soltanto più avanti, certamente a Europeo concluso. Anche per questo alla smania di chi vorrebbe veder accostati ai viola fior di campioni serve opporre un minimo di pazienza, la stessa necessaria per comprendere appieno idee e progetti tattici del nuovo tecnico.

Le pressioni su Palladino - Di certo il motivo di maggior interesse, in questo momento, sarà l’inserimento di Palladino nella sua nuova realtà tecnica. Anche se non in presenza, almeno al Viola Park, il tecnico è raccontato più che informato su scenari e orizzonti del mercato viola, e dopo qualche prima indicazione (leggere alla voce Bondo o Colpani o ancora Maldini) adesso non resta che attendere il suo insediamento nel centro sportivo di Bagno a Ripoli. La sua sarà una figura fondamentale nella ripartenza viola, ma andrà anche difesa con attenzione dalla società. Perché dopo le tre stagioni di Italiano un po’ tutti si aspetteranno come minimo un’altra annata da quasi 60 partite e perché qualsiasi risultato inferiore alle tre finali giocate nel giro di un anno rischia di trasformarsi in un fardello non indifferente. Ancor di più per un allenatore che si confronterà per la prima volta con il doppio impegno settimanale tra campionato e Conference League.

L’equilibrio prima dei nomi di mercato - Anche per questo c’è da augurarsi che la squadra che verrà consegnata a Palladino possa apparire più equilibrata di quanto non sia avvenuto in passato. Se in attacco è lecito attendersi una rivoluzione (ad oggi restano Retegui e Lucca i nomi più evidenziati sul taccuino viola) è anche in termini numerici che il club dovrà mettere a disposizione del tecnico una rosa completa, almeno per non scoprirsi corti in taluni ruoli come avvenuto di recente. In tal senso tra quelli stagionali resta il rammarico per come la Fiorentina si sia presentata in Arabia in una semifinale di Supercoppa Italiana. Così non c’è da stupirsi se negli ultimi tempi il mirino della squadra di mercato si è spostato dall’attacco al centrocampo, settore nel quale a Brescianini si sono aggiunti sia Pobega che quel Vranckx già seguito l’anno scorso, mentre sul fronte Zaniolo, al di là dell’interesse dell’Atalanta, andrà messo in conto un prestito oneroso (o magari un affare che coinvolga Amrabat) che convinca il Galatasaray a lasciarlo partire.

I rinnovi: perchè privarsi di Bonaventura e Castrovilli? - Tre ipotesi di centrocampisti da inseguire alle quali legare anche le scelte che la Fiorentina vuol mettere in pratica con Bonaventura e Castrovilli, il cui futuro sarà analizzato nei prossimi giorni di fronte a due rinnovi tutt’ora sospesi. Entrambi potrebbero tornare estremamente utili per diversi motivi (ad esempio l’esperienza del primo unita alla qualità del secondo) ma soprattutto consentirebbero ai viola di non dover ricostruire troppo un altro reparto oltre l’attacco, consentendo così alla nuova Fiorentina di trovare i primi punti fermi per il nuovo anno prima di avviare gli assalti decisivi. Quelli per la punta (o le punte se Nico dovesse essere ceduto) ma pure per la difesa se, come pare, Palladino dovesse optare per una linea a tre davanti a un portiere che non necessariamente potrebbe essere ancora Terracciano.