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Lorenzo Amoruso: "Inter, Chivu ci sa fare. Fiorentina, ecco cosa non va ancora"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 16:00Serie A
di TMWRadio Redazione

Lorenzo Amoruso: "Inter, Chivu ci sa fare. Fiorentina, ecco cosa non va ancora"

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Ospite di Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato l'ex calciatore Lorenzo Amoruso. Chivu alla prima esperienza in una big ed è già davanti a tutti. Ha avuto fortuna di trovare un'Inter forte e già collaudata? "Credo che Chivu si sia visto anche a Parma, dove ha rimesso tutto in carreggiata, ha rimesso in sesto la squadra, ha motivato i giocatori. Poi quando viene scelto dall'Inter è chiaro che cerca di mettere le basi di rapporto con i giocatori, e non era facile. Poi non è mai facile, anche se vuoi riproporre un'idea vincente di gioco. Alla fine devi mettere insieme tutte le cose perfette per far sì che venga rispettato quello standard. A volte proprio perché ti vuoi ripetere commetti tanti errori. Io credo sia molto intelligente come allenatore, è uno che ci sa davvero fare". Como avanti in Coppa Italia, battuta la Fiorentina: "Il problema della Fiorentina è che non è possibile arrivare alla salvezza pensando di poter giocare d'astuzia. Bisogna sporcarsi i pantaloncini, la maglietta. Vedo ancora purtroppo una squadra che cerca di lavorare su alcune finezze, soprattutto difensive, e non te lo puoi permettere. Lo dico già dallo scorso anno, quella era già una squadra costruita male, arrivata sesta ma per un miracolo. La riprova ce l'avevi con le piccole, dove avevi grande difficoltà. Hai buttato via una stagione dove potevi puntare alla Champions. Non riesce ancora a immedesimarsi nella mentalità che con le piccole devi fare di necessità virtù. Perchè ti serve comunque un punto, sia come risultato che a livello mentale". Che ne pensa del figlio di Commisso nuovo presidente? "Spero abbia imparato dal padre e da Joe Barone. Per certe aziende occorre gente che non venga da altri discorsi, perchè il calcio è totalmente diverso. Spero che abbia capito cosa vuol dire lavorare in un'azienda umana, dove il prodotto è il calciatore. Secondo me c'è un cambio di nome ma l'idea sarà la stessa di adesso, con l'opzione di avere un Paratici che mastica di calcio. Con lui credo arriveranno altri 2-3 elementi e cercheranno di costruire qualcosa di più stabile".