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Angelo Giorgetti, il Commisso che ho conosciuto
Il presidente Commisso purtroppo stava male da tempo, molti lo sapevano e ormai quasi tutti lo sospettavano.
La notizia è un colpo durissimo per il mondo viola.
Voglio ricordarlo come quando si presentò al giornale per la prima intervista sulla Mediacom, carico di energia e di fogli sulla sua azienda, con una quantità considerevole di dati, numeri, fatturati, un orgoglio smisurato e tanta voglia di fare anche in Italia. Io mi perdevo in mezzo a quei grafici.
Confesso a distanza di anni che quella è stata l'unica intervista che ho fatto rileggere al protagonista prima della pubblicazione, proprio perché era super tecnica e volevo che lui approvasse i molti passaggi tradotti dall'inglese che avevo riportato.
Il presidente approvò tutto. Tutto, sorprendentemente, tranne un virgolettato che gli sembrava indelicato nei confronti di chi c'era prima di lui. Disse semplicemente: 'Questa frase leviamola, ok?'.
A distanza di sei anni posso assicurare che non c'era niente di male in quel riferimento ai Della Valle, anzi, perciò rimasi sorpreso dell'attenzione ai dettagli. Commisso volle togliere ogni possibile ombra e ineleganza.
Voglio ricordarlo così, perché rimasi colpito da quella sensibilità che poi altre volte nelle uscite pubbliche non ho ritrovato.
Ma sotto sotto c'era e io lo sapevo.
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